Secondo sciopero in pochi giorni a Mediaset. Dopo la vertenza, ancora in atto, per la cessione a Pragma Service srl dei rami Sartoria, Trucco e Acconciatura (che non ha portato alla cancellazione di alcun programma, ma ha ottenuto una certa pubblicità sulle reti del biscione), arriva quella targata Tg4. Il comitato di redazione del Tg più “fedele alla linea” delle reti Mediaset è in rivolta dopo la decisione di cancellare l’edizione delle 13.30 e ha votato all’unanimità la proclamazione di uno sciopero per il 20 gennaio prossimo.
Sarà ampliata l’edizione delle 11.30 ma privando i telespettatori di un appuntamento tradizionale all’ora di pranzo che esiste fin dalla nascita del tg. Un riassetto motivato dagli scarsi ascolti che non sono certamente imputabili al lavoro dei giornalisti. A questo si aggiunge la soppressione dal palinsesto 2010 del settimanale di approfondimento del Tg4 Password. La scelta dell’azienda che comporta un impoverimento dell’offerta informativa del Tg4 e una radicale riorganizzazione del lavoro arriva a poche settimane dell’annuncio di un drastico ridimensionamento della testata con lo spostamento di 30-35 giornalisti ad un’agenzia giornalistica, per la cui definizione è in corso una delicata trattativa sindacale.
La sospensione dello sciopero è subordinata ad un incontro con l’azienda, al contrario il Cdr è pronto a votare un pacchetto di altri due giorni di astensione dal lavoro.

Update 2: Massimo Tartaglia, protagonista dell’aggressione al Premier è solo omonimo dell’animatore del movimento politico LegaSudLombardia. L’aggressore non risulta iscritto ad alcun movimento politico.
Update: Copertura su tutti i Tg della sera che è arrivata a sfiorare i 15 minuti per ogni edizione. Il Tg5 ha dato per primo la notizia che riguarda il profilo dell’aggressore, Massimo Tartaglia, che sarebbe in cura psichiatrica da oltre 10 anni. Il TgLa 7 ha fornito il filmato con il punto di vista privilegiato sull’accaduto: si vede chiaramente la statuetta del Duomo di Milano che arriva dall’alto e colpisce sul viso Berlusconi. (Il video qui)
Su Facebook spuntano i fan club, da quello di Massimo Tartaglia con oltre 7000 fans a quello delle statuette souvenir del Duomo.
L’aggressione a Silvio Berlusconi, di cui tutti i siti d’informazione stanno dando conto in questi minuti, non ha sconvolto i palinsesti tv. I due telegiornali generalisti che erano in onda in quel momento, Tg3 e Tg4, non hanno stravolto le loro scalette. Su Rete 4 Emilio Fede si è concesso un improvvisato editoriale in chiusura dell’edizione, grandi protagonisti dell’informazione sull’attentato al premier sono state naturalmente le due reti allnews italiane: SkyTg24 e RaiNews24. La Rai è stata la più rapida a mostrare filmato e ad avviare una diretta sull’accaduto.
Su Sky c’è voluto qualche minuto, al momento la copertura è naturalmente totale, ma si provava un certo disagio nel vedere “normali” servizi su altri eventi della giornata quando tutti i siti d’informazione riportavano già notizie sull’accaduto. Al momento stanno scorrendo a ripetizione le immagini dell’aggressione con collegamenti telefonici che coinvolgono tutti i maggiori leader politici, compreso quell’Antonio Di Pietro già al centro di furiose polemiche dopo la dichiarazione “Deploro la violenza, ma Berlusconi è l’istigatore di questo clima d’odio.”
Si attende ora l’apertura dei telegiornali serali più importanti, dal Tg1 al Tg5. Le notizie sull’aggressione riportano il nome del fermato, Massimo Tartaglia, 42 anni. Non è ancora chiaro che si tratti dello stesso “Massimo Tartaglia” che su Facebook pare essere l’animatore di un quasi omonimo movimento politico “Lega Sud Tartaglia“.
Il Premier è al momento ricoverato al San Raffaele, dove rimarrà in osservazione per 24 ore dopo essersi sottoposto ad una Tac. Il Tartaglia lo avrebbe colpito lanciandogli un oggetto tagliente (pare una riproduzione del Duomo di Milano) sul volto da distanza ravvicinata.




Continua a leggere: Aggressione a Silvio Berlusconi: SkyTg24 e RaiNews24 sul pezzo
Questa è bella: Mediaset sceglie di evitare altri passi falsi dopo l’affaire Noemi Letizia e vieta, nella persona del vicepresidente Piersilvio Berlusconi, le selezioni di letterine, veline, meteorine e tutte quelle altre cose seminude che finiscono in -ine, se non attraverso precisi, ufficiali e soprattutto già incaricati uffici di casting. Tutto nasce in seguito al comportamento deontologicamente non cristallino del direttore Emilio Fede, il quale scelse di curare in prima persona la selezione di alcune ragazze destinate a diventare le “meteorine” del suo telegiornale: ecco, questo non si potrà più fare: le signorine in questione verranno selezionate tra le risorse già interne all’azienda, oppure scelte tramite gli organi ufficiali e non più tramite il lavoro del singolo. Non si può parlare di “austerity” perché, mentre scriviamo, su Canale5 alcuni sconosciuti stanno emettendo peti dentro una casa di design, però poco ci manca.
Il Corriere della Sera riferisce che, in seguito a questa richiesta espressa della direzione di Mediaset, l’unico a pretendere chiarimenti sia stato proprio Emilio Fede che, tuttavia, interpellato dal quotidiano di Via Solferino, si affretta a smorzare i toni:
“Sì, c’è questa circolare, ma è normale che un’azienda voglia contenere i costi e inviti a usufruire di personale che è già a libro paga. Io però ci tengo a ribadire che i miei provini erano serissimi, che avvenivano sempre alla presenza di altre persone e che puntavo a selezionare volti giovani e puliti. Ho fatto solo da talent scout, e sono stato il primo, modestamente, ad eliminare i maschietti dal video”.
Modestamente.
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha stangato il Tg4 di Emilio Fede, con l’accusa di non aver garantito un’accettabile equidistanza in fatto di visibilità concessa ai politici durante la campagna elettorale per l’elezione dei membri del Parlamento Europeo (6 e 7 giugno 2009). Non che sia qualcosa di totalmente inatteso: qualunque osservatore mediamente attento della televisione non si sarà lasciato di certo sfuggire il comportamento deontologicamente non cristallino del telegiornale in questione, a favore dell’opera del Governo.
La colpa di Fede, in soldoni, riguarda la non applicazione delle normative sulla par condicio: nello specifico gli esponenti politici del Pdl hanno avuto enorme visibilità in più rispetto all’opposizione. Stessa accusa anche per quanto riguarda il Referendum del 21 giugno e le elezioni amministrative. L’ordine dell’authority a R.T.I., a questo punto, è di “garantire il riequilibrio aggiornando il proprio palinsesto informativo”. Vedremo se l’accorgimento sarà effettuato anche se, naturalmente, gli effetti di quanto perpetrato, volontariamente o meno, sono già andati a segno.
La sanzione comminata, per il momento, ammonta a 180mila euro a Rete4 “per l’inosservanza dell’ordine di riequilibrio impartito dall’Agcom il 14 maggio scorso”.

Francesca Senette giovane conduttrice del “L’Italia allo specchio” in onda su RaiDue tutti i giorni alle 15:00. Dopo anni di gavetta nelle televisioni locali lombarde, passa a Rete4 alla corte di sua maestà Emilio Fede, conduttrice del Tg4 e del rotocalco “Sipario”. Da settembre alle dipendenze di Antonio Marano sulla seconda rete Rai con una nuova scommessa da vincere nella fascia del pomeriggio . Ma come vive questo momento e come ha vissuto il suo percorso professionale passato? Lo scopriremo insieme leggendo l’intervista che ci ha concesso in esclusiva:
Prima del tuo sbarco nelle Tv nazionali c’è stata l’esperienza in quelle regionali. Cosa conservi di quell’esperienza?
“Le tv regionali sono l’unica grande scuola. Sono Tv dove spesso si punta sui giovani, una forza che costa molto poco perché ci si arriva come stagisti, come ho fatto io, senza spesso nemmeno rimborso spese ma con una gran voglia di fare e di iniziativa e tanto energia, dandoti tutto in termini di tempo e di impegno. L’aspetto bello delle tv regionali è che puoi far cose che in tv nazionali ti farebbero fare dopo anni. Io sono arrivata ad Antenna3 e proprio il primo giorno mi hanno dato il microfono in mano per fare una conferenza stampa a Palazzo Marino. La prima settimana i miei servizi erano già in onda, riuscendo addirittura a condurre una edizione del telegiornale della rete. Da lì sono passata ad avere delle trasmissioni del weekend, con una normalità, semplicità ed umanità che assolutamente non esistono nelle grandi televisioni. Lì ho imparato l’ABC e la vera gavetta si fa in questo tipo di televisioni.”
C’è stato poi il grande salto in una rete molto più grossa come Rete4. Come ti sei preparata a questa novità?
“Non sono riuscita a prepararmi perché è avvenuto tutto in una maniera assolutamente inattesa. Studiavo Scienze Politiche Internazionali e mi ero promessa che se entro i 25 anni non avessi avuto l’occasione di fare seriamente giornalismo in Tv avrei messo da parte questa strada che per me era una passione, non una missione e avrei fatto quello per cui avevo studiato: la diplomazia, le organizzazioni non governative e tutto il resto. E’ stato un treno che è passato al momento giusto e fortunatamente sono riuscita a saltarci sopra.”
Con un cambiamento così improvviso, come hai metabolizzato il cambiamento?
“Mi sono trovata molto spaesata, con un inizio molto shockante. I primi tempi ero spiazzata, mi sono trovata per settimane a fare solo tappetini d’immagini usati da altri colleghi quando invece ad Antenna3 conducevo, facevo piccoli talk ed avevo sempre in onda i miei servizi. Nella mia ingenuità, pensavo di andare a fare ciò che già facevo prima invece ci è voluto un po’ di tempo. Inoltre a 23 anni, mi ritrovavo in una redazione con grandi professionisti, molto più grandi di me, con una loro routine e turni di conduzioni precisi. Al mio arrivo, si è poi stravolto un po’ tutto. All’inizio per gli orari e la situazione di dovermi confrontare con queste nuove persone più professionali e più grandi di me è stata veramente straniante. Ad Antenna3 eravamo quasi tutti ragazzini, tutti sulla stessa barca.”
Con il crescere della visibilità cresceva intorno anche te la falsità e l’ipocrisia?
“Passwor*d” di Emilio Fede, in onda ieri dopo la nostra presentazione, ha dimostrato che il giornalismo può lasciare il segno. Piene, infatti, sono le pagine di cronache che raccontano straordinari feedback di un programma che rimarrà nella storia del nostro Paese. Bene. Ora prendete quello che ho scritto, è fingete che non l’abbia mai detto.
“Passwor*d”, trasmissione di presunta inchiesta e di presunta informazione, pare uno sciopero dell’Associazione dei giornalisti italiani venuta bene. Lo studio ricorda i collegamenti con Felice Caccamo sullo sfondo di Posillipo, ma non è ugualmente divertente.
Spieghiamo meglio: la telecamera fissa sulla torre di controllo dell’aeroporto di Fiumicino a Roma che diventa sfondo dello studio virtuale (in tempo di crisi, si sa…) era quasi come inquadrare un muro, che dì lì forse sarebbe passato almeno un insetto curioso e a suo modo speciale.
Quando vediamo il servizio dedicato agli stupratori romeni rei di aggressione verso due ragazzi alla Caffarella di Roma (picchiato uno, violentata l’altra) , il giornalista fa la cosa più doverosa: chiedere alla gente al parco cosa ne pensa (”Secondo voi” docet), andare in una scuola vicina per intervistare gli studenti. Una capatina dalle forze dell’ordine che dovrebbero occuparsi di monitorare queste zone, no eh? Nemmeno per idea. L’oblio ottenuto dalla (finta) disperata ricerca di uno scoop.
Continua a leggere: "Password", Fede e l'inchiesta non pervenuta
Il Video che vi proponiamo è una dei pezzi di televisione più surreali mai visti in onda su una rete nazionale. Sono convinto che la Gialappa’s l’avrebbe facilmente inserito in uno delle sue puntate dello storico Mai Dire Tv. Si tratta di un servizio andato in onda in apertura a Sipario Notte, il nuovo formato notturno del rotocalco del Tg4, condotto dal Direttore Emilio Fede.
Risulta difficile trovare un senso, razionale e televisivo, a quello che viene mandato in onda e commentato da Fede. Cinque minuti cinque con due inquadrature fisse in una zona centrale di Venezia e in sottofondo proprio lui, Emilio Fede, che con voce soffusa descrive confusamente le normalissime scene di persone che passeggiano nelle calli ben illuminate dai lampioni. Ripetiamo, il servizio è totalmente privo di senso. Ammesso ce ne troviate uno potete suggerircelo nei commenti. Un capolavoro di “non televisione” da non perdere.
Partirà quest’oggi Sipario notte, il rotocalco del Tg4 diretto da Emilio Fede, a cura di Marina Dotti e Daniele Mole’, in onda ad un orario completamente nuovo, le 0.40 (non si capisce se per “punizione” o innovazione). Oltre all’orario, Sipario notte si propone in una veste grafica completamente rinnovata e con molti contenuti innovativi. Più di un’ora in compagnia di ospiti, notizie di costume, servizi in esclusiva, scottanti inchieste, per riproporre anche quest’anno un magazine che coniughi al meglio l’informazione leggera con i temi più delicati legati alla cronaca ed all’attualità.
Ogni settimana Emilio Fede intervisterà un personaggio dello spettacolo, della politica, dello sport, del cinema, ripercorrendone la carriera. Il primo faccia a faccia è con Paolo Brosio: un’intervista ritratto che aiuterà a scoprirne lati inediti del carattere e della vita privata. “Fiore all’occhiello” di Sipario notte, secondo le intenzioni degli autori, una rubrica di Carlo Rossella dal nome che non lascia spazio a dubbi, Night club, sulle notti e le piccanti follie dei vip.
Confermata la presenza di Raffaella Zardo che, nella seconda parte del rotocalco, accompagnerà i telespettatori dentro la cronaca rosa e in un pizzico di gossip. Tra gli argomenti trattati nella prima puntata, da segnalare un viaggio nella Corleone di Totò Riina, con immagini inedite e situazioni sconosciute; la notte di una “lucciola” attraverso telecamere nascoste; un’intervista esclusiva con la madre di Kristal Mascarini , la 17enne di Clusone morta dopo una notte in discoteca lo scorso 15 aprile, infine una fotografia della Milano di notte tra due gruppi di giovani a confronto, quelli degli scatenati rave-party e dei tranquilli happy-hour.
Non so a voi, ma tra le nuove rubriche e gli argomenti trattati, Sipario notte mi sembra una scopiazzatura del Lucignolo dei tempi “migliori”. Ma d’altra parte in questo caso l’orario lo consente…