Un paio di volte, da queste parti, abbiamo citato la stand-up comedy e i maestri del genere, Bill Hicks e George Carlin su tutti. La stand up-comedy di certo non è una comicità “per tutti” e, verosimilmente, non può certo andare in onda in tv in Italia, oggi. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare, se si vuole provare a scardinare certi tabù: ci pensavo proprio in questi giorni, quando mi rendevo conto che la comicità, anziché unire, “divide” e che, se si scrive di un comico nostrano molto popolare - chiunque esso sia - che non ti fa ridere, sembra di aver scritto la peggiore delle offese e giù di commenti di insulti o lamentele come se avessi offeso la mamma di tutti (che, fateci caso, è sempre incinta). Mentre ci pensavo ho dato un’occhiata alla pagina wikipedia inglese dedicata alla stand-up comedy e ho scoperto, con un certo disappunto, che nell’elenco Stand-up comedy around the world manca, clamorosamente l’Italia.
Forse a qualcuno sembrerà un’inezia, ma non lo è affatto. Anzi, è un bruttissimo segno per il nostro paesello: ci sono pure la Cina e il Belgio, nell’elenco. Io in Belgio ci sono stato e ne conosco anche la storia antica e recente: non hanno niente da ridere. E in Cina, allora? Non c’è forse la censura di regime? Insomma, per farla breve, mentre facevo questa serie di considerazioni, e mentre mi dicevo che, no, non si può sempre andare avanti a criticare (perché poi se critichi fai la figura di quello che non gli piace niente) e bisogna anche proporre momenti altri e condividere quello che ti piace, è successo questo fatto. E’ successo che un amico mi ha passato un link a YouTube e lì ho incontrato (virtualmente, s’intende) Giorgio Montanini, comico di Fermo, classe 1977. E’ successo che ho iniziato a guardarlo e che mi sono subito reso conto che fosse uno stand-up comedian. Panico e sconcerto: ma come, se Wikipedia dice che l’Italia non ha stand-up comedian, Giorgio Montanini non può esistere, no?
E invece Giorgio Montanini non solo esiste, ma dopo una partenza che può sembrare un po’ lenta - in realtà è un diesel - fa anche ridere. E di sicuro non può andare in tv.
Continua a leggere: Stand Up - Giorgio Montanini in Nibiru (viaggio nella stand-up comedy)
Un due tre Stella - Sabina Guzzanti e la prima puntata
C’erano dei problemi, ieri sera, in Un due tre Stella, su questo ci sono pochi dubbi. Troppo lungo, a tratti noioso: la diretta causa problemi (ma forse è l’unico modo per quella “libertà assoluta” necessaria per la Guzzanti? E’ probabile), se il meccanismo non è perfettamente rodato. La regia è raffazzonata. La scaletta da asciugare. I tempi da sistemare. E poi c’è il problema principale di tutti: il fatto che Un due tre Stella sia un programma che parte da assunti ben precisi, che prende posizioni, che è legato a determinate idee (a volte ideologie) e che quindi, per forza di cose, divide. Questo rende il giudizio sulla trasmissione inscindibile da quello sui contenuti divulgati e sui presupposti sui quali il programma stesso si basa. Sì: si divulgano concetti anticapitalisti, se volete anche altermondisti (se proprio non ce la fate a usare il termine con una connotazione negativa, va bene lo stesso), e la conduttrice dice pure «Cheppalle» se la pubblicità la interrompe sul più bello. Dà fastidio? Be’, pazienza. Almeno scatena qualche ragionamento che vada oltre il boom-flop.
Diamo un’occhiata ai “tweet” che ho raccolto ieri, mentre l’hashtag #unduetrestella era in cima ai TT su Twitter: è un modo ottimo per renderci conto di quanto il programma divida. Anche a “sinistra” (ho volutamente evitato i Tweet denigratori o di complimenti aprioristici)



La differenza di vedute rende perfettamente l’idea.

Sabina Guzzanti torna in tv mercoledì 14 marzo. Dopo l’annuncio con il contratto che le garantisce libertà assoluta, dopo i promo in cui interpreta Lucia Annunziata, Barbara Palombelli e Moana, oggi l’attrice ha presentato il programma in conferenza stampa.
«Tornare in tv è una vittoria. Un Due Tre Stella è una trasmissione tutta nuova, per ristabilire i principi della libertà e del dibattito in tv. Una chiave diversa anche per parlare di concetti che si danno per scontati, ma non vengono mai spiegati bene, come il modo in cui si è formato il debito pubblico»
Ci saranno le parodie che la Guzzanti ha proposto nei promo ma anche l’imitazione di Mario Monti, di cui l’attrice ammette di non condividere la linea intrapresa: è contro il pensiero unico dominante, l’attrice. Che in studio metterà anche un cartello con scritto No Tav. Poi, la fiction La Banca della Magliana.
Nel cast, a fianco a Sabina Guzzanti, sono previsti la sorella minore, Caterina Guzzanti (che fra le altre cose farà la parte di una giovin donzella che si avvicina a Casa Pound), Nino Frassica e poi, finalmente, volti nuovi alla prima esperienza televisiva, provenienti dai gruppi di artisti-occupanti del Teatro Valle e simili.
E poi, Sabina non ha escluso quel che vi anticipavamo: la reunion di tutti i fratelli Guzzanti è possibile, con un’apparizione di Corrado Guzzanti.
«Lo aspettiamo, è stato invitato, speriamo che riesca a venire in una puntata, è impegnato con Sky».
Sabina Guzzanti non si è fatta mancare nemmeno una frecciata a La7.

Questa sera alle ore 21.10 vedremo Pippo Baudo alle prese con il temporaneo ruolo da Iena ne Le Iene Show, al fianco di Ilary Blasi ed Enrico Brignano, in attesa dell’arrivo di Claudio Amendola, previsto per giovedì 15 marzo. Una “tappa” in attesa del ritorno in tv con un programma tutto suo, una sorta di Viaggio in Italia che andrà in onda su Rai3 per quattro puntate in primavera e poi ritornerà in autunno, come vi abbiamo annunciato qualche giorno fa.
Intervistato da Libero, oltre a raccontare che questa sera lo vedremo come non l’abbiamo mai visto, ha parlato del rapporto con la Rai:
Plaudo dopo tanto tempo all’arrivo di Giancarlo Leone, Direttore della divisione Intrattenimento Rai: è una persona competente, un vecchio leone della Rai, e questo mi ha convinto a tornare sui miei passi. Volevo andare via per sempre. Avevo un rapporto brutto, inesistente con Raiuno, c’era un’incapacità della direzione totale, ero completamente disgustato. Ma ora le cose sono cambiate, anche il dg Lei è contenta e il clima si è rasserenato. Poi sono amico anche del direttore Antonio Di Bella, l’ho visto nascere.
Ha commentato anche il Festival di Sanremo, dicendosi convinto che, qualora facessero un sondaggio, la gente sceglierebbe proprio lui come conduttore. E aggiungendo:
Sanremo però è da ripensare completamente. Dopo 62 anni qualunque cosa va rifondata. Ci vuole un bel lavoro

Claudio Amendola è il nuovo volto de Le Iene Show, in sostituzione di Alessandro Gassman che per alcune puntate è stato il co-conduttore del programma di satira e informazione di Italia1, accanto all’ormai storica Ilary Blasi e al recente acquisto Enrico Brignano (all’inizio affiancato da Luca Argentero). Quella di questa sera sarà l’ultima puntata con la presenza di Gassman.
Per parecchie settimane il toto-conduttore l’ha fatta da padrona. Si erano fatti, tra gli altri, i nomi di Raul Bova, di Teo Mammucari e di Beppe Fiorello (indiscrezioni di Sorrisi che si sono rivelate infondate), ma la scelta è poi caduta su un attore già avvezzo alla conduzione come Amendola.
Ironia della sorte, Amendola approda nel programma che per molti anni è appartenuto a Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, mentre la coppia comica sarà tra poche settimane al timone della trasmissione condotta nelle ultime edizioni proprio da Claudio Amendola, Scherzi a parte. Insomma, uno scambio in piena regola.
Nel menù di questa “puntata d’addio” (o arrivederci) di Gassman, si parlerà delle polemiche tra Adriano Celentano e il direttore di Avvenire; ci sarà un’intervista “ambientata nel futuro”, più precisamente tra quarant’anni, al portiere della Juventus Gigi Buffon; inoltre, un’intervista al Senatore Carlo Giovanardi, che nei giorni scorsi è stato al centro di molte polemiche per il presunto paragone su un bacio tra donne in pubblico e chi “fa la pipì per strada”.
Foto | © TM News
Sabina Guzzanti sta per approdare su La7 con il nuovo programma del quale vi abbiamo parlato a più riprese, il cui titolo dovrebbe essere Un due tre Stella (o 1, 2, 3, Stella, oppure unduetrestella. Speriamo di scoprirlo al più presto). Nel primo promo, andato in onda in due diverse versione, la Guzzanti imitava Lucia Annunziata; nel nuovo, in onda da pochi giorni (anch’esso in due diverse versioni), si cimenta nella storica parodia di Barbara Palombelli, “donna, opinionista e madre“.
Nella versione che vi proponiamo, la Guzzanti-Palombelli parla del recente intervento di Adriano Celentano al Festival di Sanremo 2012:
Voglio dire qualcosa anch’io su Celentano. E’ vero Celentano è sempre Celentano, però qualche volta esagera, soprattutto quando ha parlato dell’aldilà, descrivendo l’Inferno e il Paradiso, proprio come se fossero Inferno e Paradiso, così…con questo giudizio tranchant tu sei buono tu sei cattivo, che non credo che sia una situazione così tranchant…pare sia il Fatto quotidiano nell’aldilà
Nel promo si vede la data definitiva di inizio dello show: 14 marzo. L’incognita, oltre all’esatto titolo del programma, rimane l’ascolto, visto il periodo non proprio roseo delle prime serate de La7. Il giorno della settimana - il mercoledì - per ora pare essere adatto, almeno sulla carta, ma non è detto che i palinsesti ballerini delle reti generaliste non piazzino a sorpresa qualche pezzo da 90 che può far crollare la Guzzanti con tutto il cucuzzaro.

Il caso Crozza continua e a scagionarlo è nientemeno che uno dei collaboratori delle sue copertine. Nel forum del quotidiano La Stampa interviene direttamente Federico Taddia, già autore di Fiorello, per confermare una tesi inquietante: “il comico neanche sa cosa sia Twitter”. Ipotesi, la seguente, che se fosse vera non farebbe comunque onore a un personaggio di tendenza e sulla stretta attualità come Crozza.
Già in questi giorni in diversi hanno fatto notare che, probabilmente, il caso #copiaeincrozza è frutto di una leggerezza autorale. Né conferma né smentisce Taddia, che semmai si trincera dietro “le battute facili prese dal mare magnum del web, non tutto setacciabile da un essere umano, o addirittura le chiacchiere da bar”.
Dopo il salto vi proponiamo la difensiva integrale di Taddia, che su Twitter invece c’è eccome. A voi convince? Al sottoscritto non del tutto, specialmente quando ribadisce che Crozza non usa i social network tout court. Roba che in confronto Rita Dalla Chiesa e Ornella Vanoni sono due pischelle.
| Foto da Facebook
Continua a leggere: Federico Taddia: "Crozza non sa cos'è Twitter". Leggerezza autorale?

The Show Must Go Off, il nuovo programma di Serena Dandini su La7, non può essere sicuramente considerato un successo, un po’ come tutte le recenti prime serate della rete. Alla qualità non corrisponde la quantità degli ascolti, verrebbe da dire, ma alla Dandini, per ora, la cosa non preoccupa. Intervistata da Repubblica, anziché basarsi sui semplici dati numerici - che sabato scorso hanno registrato 860mila telespettatori, 3.38% di share -, pone l’accento sulla crescita:
Per me non è un flop. E non sono delusa, perché la mia sfida è in corso, non è detta l´ultima parola. Illuminare il sabato sera a La7 è come far luce in una caverna: lì finora c´era il nulla, l´uno per cento degli ascolti. Io faccio il 3-4% degli ascolti del sabato sera, gli spettatori sono pochi, ma la rete mi sostiene. Non è la prima serata di RaiUno, non si può avere tutto e subito
La Dandini, insomma, vede il bicchiere mezzo pieno. E non ha nemmeno tutti i torti, visto che piazzare uno show come il suo il sabato sera è stata una scelta suicida su due fronti: una concorrenza spietata e un target di riferimento, quello “giovane”, che solitamente non rimane in casa davanti al piccolo schermo. Toccare il 4% quindi non è poi così male (anche se il buon vecchio Ispettore Barnaby non faceva l’1% come sostiene la conduttrice).
Sul naufragio della Costa Concordia, tra una trasmissione seria e l’altra, si è fatta anche un po’ di ironia. C’è chi ha cercato di sdrammatizzare in modo divertente, come G’ Day, chi invece ha fatto qualche battuta che ci è sembrata di cattivo gusto, come Daria Bignardi nella prima puntata de Le invasioni barbariche.
Quel che noterete subito comunque è che l’unica rete su cui i conduttori si sono permessi di scherzare su alcuni lati buffi (passatemi il termine) della tragedia è stata La7, che anche ieri sera ha offerto al pubblico un contributo ironico nel corso della prima puntata di The show must go off di Serena Dandini. Manco a dirlo, i protagonisti del siparietto “semiserio” sono stati Elio e le storie tese con una delle loro canzoni rivedute e corrette.
Come accadeva già su Rai3 in Parla con me, il gruppo ha modificato il testo di un celebre brano, rendendolo d’attualità. La scelta è caduta questa volta su Onda su onda di Paolo Conte, che già nella versione originale aveva un testo che si adattava incredibilmente alla vicenda.

Proprio qualche giorno fa, nel presentare The Show Must go off, scrivevo:
L’impressione è che The Show Must Go Off sia “Parla con me” ma come l’avrebbe veramente voluto Serena Dandini, nel formato del “varietà”, in prima serata, con un cast delineato sul modello degli ultimi grandi show di satira e comicità scomparsi dal palinsesto Rai sin dai tempi del compianto Ottavo Nano. Certo, mancano “i Guzzanti” (Sabina, Corrado e Caterina), ma i tempi sono cambiati.
Bene, devo smentire quel “i tempi sono cambiati” perché oggi Caterina Guzzanti a margine della presentazione del suo nuovo programma su RaiTre (Nanuk - Prove d’avventura) ha raccontato ai giornalisti che la sorella Sabina è già al lavoro per scrivere i testi della sua nuova trasmissione di satira per La 7 che dovrebbe partire a marzo. Lei ci sarà, ma si spera accetti anche Corrado:
Saranno otto o dieci puntate. Sarà un varietà satirico. Io parteciperò a tutte le puntate, credo facendo dei personaggi. In genere funziona che Sabina pensa e poi mi chiede “Lo vuoi fare tu? Altrimenti lo faccio io”. Il tutto sarà molto corale, con ospiti, credo. Ancora non si sa nulla. Io e Sabina speriamo che ci sarà anche Corrado. La satira è molto faticosa da fare. Io un pochino mi sono stufata. Mi sembra non sia più una cosa solo per chi la sa fare, ma che ormai fanno un po’ tutti, forse abbassando un po’ canoni e livelli. Ma chi sono io per dirlo?
Sarà realmente possibile? Corrado non ha un accordo con Sky? La speranza è che, anche fosse, non sia in esclusiva: sarebbe davvero un evento riavere i tre Guzzanti insieme in un’unica trasmissione e segnerebbe il ritorno in grande stile della migliore satira televisiva prodotta nel nostro paese sparita dagli schermi per volontà dei lacchè ansiosi di assecondare l’ex Premier (senza che “l’altra parte” fosse poi così dispiaciuta).
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