
Il caso Crozza continua e a scagionarlo è nientemeno che uno dei collaboratori delle sue copertine. Nel forum del quotidiano La Stampa interviene direttamente Federico Taddia, già autore di Fiorello, per confermare una tesi inquietante: “il comico neanche sa cosa sia Twitter”. Ipotesi, la seguente, che se fosse vera non farebbe comunque onore a un personaggio di tendenza e sulla stretta attualità come Crozza.
Già in questi giorni in diversi hanno fatto notare che, probabilmente, il caso #copiaeincrozza è frutto di una leggerezza autorale. Né conferma né smentisce Taddia, che semmai si trincera dietro “le battute facili prese dal mare magnum del web, non tutto setacciabile da un essere umano, o addirittura le chiacchiere da bar”.
Dopo il salto vi proponiamo la difensiva integrale di Taddia, che su Twitter invece c’è eccome. A voi convince? Al sottoscritto non del tutto, specialmente quando ribadisce che Crozza non usa i social network tout court. Roba che in confronto Rita Dalla Chiesa e Ornella Vanoni sono due pischelle.
| Foto da Facebook
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The Show Must Go Off, il nuovo programma di Serena Dandini su La7, non può essere sicuramente considerato un successo, un po’ come tutte le recenti prime serate della rete. Alla qualità non corrisponde la quantità degli ascolti, verrebbe da dire, ma alla Dandini, per ora, la cosa non preoccupa. Intervistata da Repubblica, anziché basarsi sui semplici dati numerici - che sabato scorso hanno registrato 860mila telespettatori, 3.38% di share -, pone l’accento sulla crescita:
Per me non è un flop. E non sono delusa, perché la mia sfida è in corso, non è detta l´ultima parola. Illuminare il sabato sera a La7 è come far luce in una caverna: lì finora c´era il nulla, l´uno per cento degli ascolti. Io faccio il 3-4% degli ascolti del sabato sera, gli spettatori sono pochi, ma la rete mi sostiene. Non è la prima serata di RaiUno, non si può avere tutto e subito
La Dandini, insomma, vede il bicchiere mezzo pieno. E non ha nemmeno tutti i torti, visto che piazzare uno show come il suo il sabato sera è stata una scelta suicida su due fronti: una concorrenza spietata e un target di riferimento, quello “giovane”, che solitamente non rimane in casa davanti al piccolo schermo. Toccare il 4% quindi non è poi così male (anche se il buon vecchio Ispettore Barnaby non faceva l’1% come sostiene la conduttrice).
Sul naufragio della Costa Concordia, tra una trasmissione seria e l’altra, si è fatta anche un po’ di ironia. C’è chi ha cercato di sdrammatizzare in modo divertente, come G’ Day, chi invece ha fatto qualche battuta che ci è sembrata di cattivo gusto, come Daria Bignardi nella prima puntata de Le invasioni barbariche.
Quel che noterete subito comunque è che l’unica rete su cui i conduttori si sono permessi di scherzare su alcuni lati buffi (passatemi il termine) della tragedia è stata La7, che anche ieri sera ha offerto al pubblico un contributo ironico nel corso della prima puntata di The show must go off di Serena Dandini. Manco a dirlo, i protagonisti del siparietto “semiserio” sono stati Elio e le storie tese con una delle loro canzoni rivedute e corrette.
Come accadeva già su Rai3 in Parla con me, il gruppo ha modificato il testo di un celebre brano, rendendolo d’attualità. La scelta è caduta questa volta su Onda su onda di Paolo Conte, che già nella versione originale aveva un testo che si adattava incredibilmente alla vicenda.

Proprio qualche giorno fa, nel presentare The Show Must go off, scrivevo:
L’impressione è che The Show Must Go Off sia “Parla con me” ma come l’avrebbe veramente voluto Serena Dandini, nel formato del “varietà”, in prima serata, con un cast delineato sul modello degli ultimi grandi show di satira e comicità scomparsi dal palinsesto Rai sin dai tempi del compianto Ottavo Nano. Certo, mancano “i Guzzanti” (Sabina, Corrado e Caterina), ma i tempi sono cambiati.
Bene, devo smentire quel “i tempi sono cambiati” perché oggi Caterina Guzzanti a margine della presentazione del suo nuovo programma su RaiTre (Nanuk - Prove d’avventura) ha raccontato ai giornalisti che la sorella Sabina è già al lavoro per scrivere i testi della sua nuova trasmissione di satira per La 7 che dovrebbe partire a marzo. Lei ci sarà, ma si spera accetti anche Corrado:
Saranno otto o dieci puntate. Sarà un varietà satirico. Io parteciperò a tutte le puntate, credo facendo dei personaggi. In genere funziona che Sabina pensa e poi mi chiede “Lo vuoi fare tu? Altrimenti lo faccio io”. Il tutto sarà molto corale, con ospiti, credo. Ancora non si sa nulla. Io e Sabina speriamo che ci sarà anche Corrado. La satira è molto faticosa da fare. Io un pochino mi sono stufata. Mi sembra non sia più una cosa solo per chi la sa fare, ma che ormai fanno un po’ tutti, forse abbassando un po’ canoni e livelli. Ma chi sono io per dirlo?
Sarà realmente possibile? Corrado non ha un accordo con Sky? La speranza è che, anche fosse, non sia in esclusiva: sarebbe davvero un evento riavere i tre Guzzanti insieme in un’unica trasmissione e segnerebbe il ritorno in grande stile della migliore satira televisiva prodotta nel nostro paese sparita dagli schermi per volontà dei lacchè ansiosi di assecondare l’ex Premier (senza che “l’altra parte” fosse poi così dispiaciuta).
Foto | © TM News

“G’ Day” pare essere il primo (e forse unico) programma che in questi giorni si è accorto di come la tv ed i media in generale stanno trattando il caso del naufragio della Costa Concordia. Il programma di Geppi Cucciari, infatti, ha trattato l’argomento sorvolando sugli aspetti tragici della vicenda, senza però fare dell’ironia fuori luogo.
In mezzo a tanti -troppi- programmi di daytime e seconda serata che stanno facendo a gara a chi ha la dichiarazione del superstite più esclusivo, “G ‘Day” si è accorto che, a cinque giorni dal fatto, i media stanno sempre più mettendo in scena un “naufraghi tour” che poco serve all’informazione vera e propria sugli esiti delle ricerche dei dispersi del naufragio.
In particolare, il programma si è soffermato su tre personaggi: Francesca Rettondini, che da domenica pomeriggio ha girato gli studi Rai e Mediaset raccontando la sua esperienza senza fare confusione sui dettagli del racconto; Bruno Vespa, che ha realizzato un servizio lunedì addirittura sorvolando l’isola del Giglio e la Costa Condordia, ed il capitano Gregorio De Falco, diventato famoso grazie all’audio diffuso in Rete ieri in cui lo si sente ordinare al comandante Francesco Schettino di tornare a bordo del mezzo. Proprio a De Falco ed ad una sua possibile presenza stasera a “Primaserata” di Bruno Vespa, tra l’altro, il programma ha dedicato il sondaggio del giorno, di tenuta ben più ironica rispetto al -purtroppo- serio sondaggio rivolto da Tgcom24 ai telespettatori sulla colpevolezza del naufragio:

Cielo, la rete free del digitale terrestre (canale 26), compie in questi giorni due anni. Soprattutto nell’ultimo periodo, i suoi ascolti sono cresciuti esponenzialmente - si pensi ai 700mila spettatori della finale di MasterChef, o agli ottimi ascolti delle repliche di X Factor 5 - e con essi le autoproduzioni, come ad esempio il contenitore mattutino Buongiorno Cielo, condotto da Paola Saluzzi, e il recente programma di approfondimento Rapporto Carelli.
Questa sera, per un compleanno “coi fiocchi”, Cielo manderà in onda alle 21 Recital di Corrado Guzzanti, lo spettacolo teatrale che ha già raccolto uno straordinario successo nei teatri di tutta Italia, portato in scena nel 2009 con 90 repliche in nove mesi e visto da ben 300.000 persone. Recital era già stato trasmesso il 19 ottobre su SkyUno, ma per la prima volta sarà in onda in chiaro.
Nel corso dello spettacolo si avvicendano sul palco e in videostorie tantissime parodie di personaggi che fanno parte del repertorio storico del comico. Politici come Bertinotti, Prodi, Tremonti, Di Pietro e Gelmini; Padre Federico e il teologo Pizzarro; l’immancabile santone Quelo con i suoi adepti desiderosi di conoscenza; la conduttrice Vulvia con la sua scienza illogica; i mafiosi “rondaioli”; il cinico presentatore che parodizza i talk show; lo schizoide Gabriele La Porta; fino a Funari, collegato dal Paradiso.
Lo spettacolo sarà replicato sabato 17 dicembre alle 14.00 e domenica 18 dicembre alle 18.30.
Ma anche no, il nuovo talk della domenica pomeriggio di La7 condotto da Antonello Piroso, continua a mandare in onda i nuovi (finti) trailer dei film di Maccio Capatonda, al secolo Marcello Macchia. Un’idea intelligente e si spera duratura, visti i contenuti sempre originali e pungenti dei lavori del comico.
La settimana scorsa vi avevamo proposto il divertentissimo Italiano Medio, uno spaccato della nostra società tanto ironico quanto reale. Anche il filmato trasmesso quest’oggi tocca un problema a noi molto vicino, ma lo fa “tingendosi di giallo” (con anche un po’ di horror). Il titolo è: Tagli al personale.
In un’azienda dove tutto funziona a meraviglia, dove tra datore di lavoro e personale regna l’armonia, un misterioso uomo mascherato inizia a compiere dei gesti tremendi. Di chi si tratterà? Anche il fantomatico regista del trailer di questa settimana è l’ormai celebre Dino Crisi.
Luca e Paolo, al secolo Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, si sono guadagnati la copertina dell’ultimo numero di Vanity Fair, grazie ad una lunga intervista tra il serio e l’ironico che li ritrae a 360° e che tocca ovviamente anche argomenti televisivi. I due comici, che dal 13 dicembre torneranno su Italia1 con Camera Cafè e a febbraio su Canale5 con Scherzi a parte, parlano dell’esperienza a Le Iene e dei motivi del divorzio, smentendo le voci che li volevano in lite con Davide Parenti e assicurando che si è trattato solo di una questione di “opportunità”:
Paolo: Non è stato quello il motivo (Davide Parenti, ndr). Anche se, dopo tanti anni che lavori insieme, è normale ci siano delle discussioni. […] le Iene vanno in onda tutto l’anno, non ti lasciano il tempo di fare altro e sarebbe un po’ pericoloso, a quarant’anni, non fare altro.
Luca: Davide ha l’indubbio merito di aver portato le Iene al successo, ma noi rivendicavamo un’indipendenza artistica che, da parte sua, non è sempre stata ben accetta
E a proposito dei nuovi conduttori, pur non sbottonandosi particolarmente, ironizzano:
Luca: Mi lusinga che Argentero faccia me: mi sembra che cerchi di fare un po’ le mie cose, e un attore che ti imita fa sempre piacere
La prima puntata di Ma anche no, il nuovo contenitore domenicale del pomeriggio di La7 condotto da Antonello Piroso, ci ha convinti a metà, alternando momenti “alti” a qualche chiacchiera banale di troppo.
Nel corso della puntata, però, ha trovato spazio anche il grande Marcello Macchia, lanciato televisivamente dalla Gialappa’s e conosciuto soprattutto per il suo personaggio di Maccio Capatonda, con uno dei suoi filmati satirici tanto divertenti quanto, purtroppo, reali. Il titolo è Italiano Medio.
Il filmato rappresenta, nel tipico stile di Maccio Capatonda, un finto trailer cinematografico. Il protagonista, un uomo colto, interessato all’economia e preoccupato per il destino del paese, si trasforma in un uomo “comune” grazie all’assunzione della pillola Italiano Medio. Il sesso, il calcio e il Grande Fratello diventano le sue passioni principali.
In questi ultimi anni l’assenza televisiva della Gialappa’s band si è fatta sentire parecchio. Nonostante la rubrica ironica Mai dire Grande Fratello, trasmessa però ad un orario piuttosto proibitivo, e lo sperimentale Mai dire Amici, non particolarmente apprezzato dai fan del trio, rimane la nostalgia soprattutto per i vecchi Mai dire Gol, che, oltre ad essere intelligenti e ironici, hanno lanciato alcuni dei comici più famosi del nostro paese.
Gli orfani gialappiani saranno quindi felici di sapere che a partire da sabato 1 ottobre, alle ore 22.00, Italia 2 proporrà Mai dire Gallery, una sorta di “best of” con tutti i grandi successi di Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto. In Mai dire Gallery saranno mostrati momenti tratti da tutti i programmi del trio, a partire dallo storico Mai dire Banzai - l’esilarante commento ai giochi del programma giapponese Takeshi’s Castle - fino al più recente Mai dire Grande Fratello, passando ovviamente per il più conosciuto Mai dire Gol e per Mai dire Tv.
Dopo l’esperimento de Le Iene Trip quindi Mediaset torna a proporre ancora una volta un “potpourri” di programmi famosi e apprezzati dal pubblico, in una versione nuova pensata appositamente per Italia2. Il che, se permettete, è sicuramente preferibile alle tante repliche “nude e crude” che vanno in onda su Mediaset Extra e delle quali forse non si sentiva la necessità.