In tempi non sospetti noi di TvBlog avevamo rivolto un appello a Carlo Freccero, direttore di Rai4, convinti di interpretare i desideri di molti spettatori. Il contenuto di questa “petizione” era quello di trasmettere sul digitale terrestre la serie Rome, ingiustamente abbandonata da RaiDue.
Come è noto la prima stagione è stata foriera di polemiche, vista la messa in onda di una versione censurata per consentirne la collocazione in prime time. Si trattò di una scommessa decisamente ambiziosa, che non pagò in termini di Auditel rispetto alle aspettative (comunque Rome si portò a casa più di 2.000.000, quanto una puntata di X Factor insomma).
Ad uscirne penalizzata fu la confezione del prodotto, visto che i piani alti dovettero ricorrere alle cesoie, tagliando ogni scena di sesso spinto o di violenza che, invece, contribuiva al significato di una civiltà quale quella romana.
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C’è stato un tempo in cui su RaiDue si guardava… Roma. Considerata la grande fiducia riservata da questo blog a Rai4 vogliamo lanciare a Carlo Freccero - nella speranza che ci presti attenzione - un accorato appello: aridatece la serie Rome targata HBO sul digitale terrestre. E’ da ormai due anni che la seconda stagione della fiction di ambientazione romana ha chiuso i battenti, per via di costi troppo ingenti per una produzione televisiva (non a caso si è preferito realizzarne un film per il cinema).
Al Telefilm Festival 2008 Giorgio Buscaglia, responsabile della Fiction su RaiDue, ci aveva promesso di collocare Rome nella seconda serata della scorsa estate. Peccato che la promessa non sia stata più mantenuta e della serie non sia rimasta più traccia nei palinsesti. Troppo scomoda? Troppo a rischio di flop?
Eppure RaiDue osò parecchio nel 2006, trasmettendo la prima stagione ogni venerdì sera alle 21.00. Una scommessa decisamente ambiziosa, che infatti non pagò in termini di Auditel finendo poi per penalizzare la confezione del prodotto. La collocazione di punta costrinse, infatti, i piani alti a ricorrere alle cesoie, tagliando ogni scena di sesso spinto o di violenza che, invece, contribuiva al significato di una civiltà quale quella romana.
La speranza, in tempi di sperimentazione e di fruizione di prodotti più difficili mediante canali più selezionati, è quella di vedere Rome sul digitale terrestre Rai. Il massimo sarebbe poter prima recuperare la prima stagione in versione integrale, per poi vedere la seconda in prima tv e in prima serata, facendo un vero servizio pubblico al telespettatore. Visto che Rai4 si sta prendendo a cuore battaglie di qualità, trasmettendo serie inedite come La leggenda di Bruce Lee, chiedere di “concludere” un progetto incompiuto su RaiDue ci sembra la ciliegina sulla torta.
Nonostante i sette Emmy Awards vinti durante le sue uniche due stagioni, e la possibilità di sviluppare la storia anche per molti altri episodi, nel 2006 Hbo decise di cancellare “Rome”, la serie coprodotta con la Bbc e la Rai -che la trasmise senza il successo sperato su Raidue, con una versione censurata-.
Bruno Heller, creatore della serie ora al lavoro sul nuovo “The Mentalist”, ha da tempo però l’idea di scrivere una trama che possa portare “Rome” sul grande schermo. Il motivo principale della sua sospensione in tv fu l’alto budget che una serie storica di questo tipo richiede, e la trasposizione sul grande schermo potrebbe garantire maggiori risorse.
“Ho scoperto mentre ero a metà scrittura della seconda stagione che Rome sarebbe stato cancellato, ha detto Heller. La seconda sarebbe dovuta finire con la morte di Bruto, la terza e la quarta sarebbero state ambientate in Egitto, la quinta avrebbe affrontato l’arrivo del Messia in Palestina”. Un progetto ambizioso, ma irrealizzabile in tv.
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Ieri abbiamo parlato del palinsesto non proprio soddisfacente di RaiUno per la stagione estiva (dal 6 luglio al 13 settembre). Quest’oggi ci occupiamo della prima delle due reti minori Rai, RaiDue, che fortunatamente offre un palinsesto più ricco dell’ammiraglia…e non poteva essere altrimenti, visto che almeno ad agosto ci sarà quello splendido “riempitivo” chiamato Olimpiadi. Vista la quantità delle offerte estive della rete, rimanderemo a domani l’analisi del palinsesto di RaiTre. Va sottolineato che, nonostante il palinsesto estivo sia stato reso noto, molti programmi (soprattutto i telefilm di prime-time) sono in fase di revisione e pertanto non ancora definitivi. Le novità annunciate oggi al Telefilm festival, ad esempio, differiscono da quanto riportato dal sito ufficiale Sipra. Visto che si tratta di notizie più fresche, inseriamo in palinsesto i telefilm resi noti oggi.
La domenica mattina alle 7 si parte con la tv dedicata ai ragazzi, con una sit-com e con il contenitore Random, fino alle 11.30, orario in cui andrà in onda un tv movie. Il pomeriggio, a partire dalle 14, un film, seguito da varie rubriche: Numero 1 (alle 17.30), Tg2 Dossier e Tg2 Eat parade (alle 18.15). Alle 19, un telefilm ancora da definire e poi, dalle 19.50 e fino al Tg, cartoni animati. In prima serata, continueranno gli episodi di Numb3rs alle 21.00, seguiti dal telefilm The dead zone alle 22.40 circa. Sarà tempo poi di sport, alle 23.20 circa, con La domenica sportiva e La domenica sportiva estate.
Dal lunedì al venerdì, la mattinata si aprirà ancora con i programmi dedicati ai ragazzi. Dopo le consuete rubriche del Tg2, spazio ad Alda D’Eusanio e al suo Ricomincio da qui che durerà fino alle 13, salvo il periodo delle Olimpiadi, dall’8 al 24 agosto, che monopolizzeranno la giornata dalla tarda mattinata fino a sera. Il pomeriggio, dalle 14 in poi, un telefilm in via di definizione, una sit-com (alle 17.15) anch’essa non definita e alle 18.10 Sportsera. Nel preserale (ore 19), spazio alle repliche del telefilm Law and order e poi ancora ai cartoon, dalle 19.50 in poi.
Un re di altri tempi che fa più sesso (sia in senso proprio che metaforico) di un tronista dei giorni nostri. Con questa immagine di sicuro effetto i media nostrani (il quotidiano Libero in primis) hanno presentato The Tudors, la nuova serie in costume più “pompata” degli ultimi mesi. Gran parte del merito va al suo protagonista, raro esempio di un irresistibile volto cinematografico che si concede già famoso alla serialità: Jonathan Rhys Meyers, nei panni (e soprattutto pure senza i panni) di Enrico VIII, noto monarca inglese dal 22 aprile 1509 sino alla sua morte, avvenuta il 28 gennaio 1547.
In una stagione a tutto osè, tra la promiscuità di Californication e la trasgressione di serie giovanili come Skins e Gossip Girl, The Tudors coniuga ricostruzione storica e appeal telenovelico, suggestioni d’annata e intrigo sempreverde per un prodotto spettacolare, che negli Stati Uniti ha segnato un salto di qualità del più importante canale a pagamento, Showtime. The Tudors è la serie più costosa che quest’ultimo abbia mai prodotto, a partire dai sontuosi costumi che hanno assorbito buona parte dei 38 milioni di dollari di budget. L’audience ha ricompensato le fatiche spese: il triplo della media del canale, di gran lunga superiore ai risultati dei vari telefilm giovanilistici, nonché delle corazzate Dexter e Weeds.
Mentre Showtime lancia la seconda stagione con lo slogan “obsession can change the world” e dal 16 giugno, a Dublino, inizieranno le riprese della terza stagione, anche in Italia è partito il countdown solo “per chi se lo può permettere”. Da questa sera a trasmettere in anteprima nazionale, ogni giovedì, The Tudors è il canale a pagamento Mya, inserito nel pacchetto Premium Gallery.
Chi legge TvBlog con una certa frequenza, avrà notato che spesso diamo “voce” a coloro che ci segnalano petizioni che riguardano le serie tv. Oggi tocca a Rome (o Roma, all’italiana), serie in onda sul network HBO e attualmente giunta alla fine della seconda e probabilmente ultima stagione.
La petizione, ovviamente, riguarda la realizzazione di una terza stagione e potete firmarla, se lo desiderate, andando a questo indirizzo. Ricordo che le petizioni non hanno valore legale, ma in passato qualche “spinta” sono riuscite a darla.
Rome è uno dei telefilm più costosi della storia, tanto che le enormi spese per la realizzazione hanno costretto la produzione a limitare il numero di episodi delle due stagioni: la prima ne contava in tutto 12, mentre della seconda, la cui produzione è stata incerta fino all’ultimo momento, ne sono stati girati solamente 10.
Coproduzione HBO, BBC e Rai Fiction, realizzata negli studi di Cinecittà, Rome è andata in onda da noi su RaiDue nel marzo scorso, in versione censurata. Nonostante il clamoroso flop - dovuto soprattutto all’orario inadeguato - le ultime notizie danno per certa la seconda stagione a partire da settembre, ancora una volta su RaiDue. Mi sento però di dire che la versione originale è ben altra cosa rispetto a quella doppiata, quindi, se vi capita, provate a guardare una puntata in inglese…e noterete la differenza.
[Sito ufficiale di Rome su HBO]
Annunciato dallo slogan “Cleopatra è una perfida creatura” capeggiante su primo piano della stessa, partirà il 14 gennaio sulla Hbo la seconda serie di Rome. Difficile da noi immaginare una season two, dato che in Italia la prima serie è passata tra l’indifferenza, le critiche, le difficoltà di associare il prodotto a un suo target e, soprattutto, i colpi di forbice. Del resto, noantri abbiamo la vera Roma: che ce ne faremmo di Rome? Sembra facile così: ma allora perché un kolossal certamente poco scrupoloso sul fronte storico come Il gladiatore, che qualche critico aveva giustamente definito un “film di fantascienza”, ha avuto tanto successo? A vedere certe immagini di Rome, infatti, colpiscono soprattutto i plastici e futuribili giochi di luce su un passato immaginifico, che assieme a una spregiudicata sceneggiatura senza censure (in patria) hanno portato alla Hbo 4 Emmy (costumi, effetti speciali, fotografia e… capelli) e convinto la stessa rete e i suoi partners (BBC e Rai fiction) a girarne una seconda. Che però, pare, sarà anche l’ultima. Nemmeno negli States, infatti, il pubblico si è stracciato le vesti, pur gradendo molto più di noi questa fiction storica che le vesti –d’epoca- le strappa volentieri.

Rome - che tradotto Roma fa già meno effetto, rendiamocene conto - va malissimo in prima battuta e ora si valuta che farne. Forse i signori dei palinsesti hanno fatto i conti senza l’oste, e dovrebbero battersi il petto e fare mea culpa. Venerdì 17 marzo in prima serata esordisce Rome su RaiDue; la serie - ormai è cosa nota - verrà abbondantemente sforbiciata. In particolare, non ci saranno i nudi maschili e le scene d’incesto. Ovvero, si toglierà una buona fetta di quell’antica Roma così ben ricostruita da questa interessantissima serie dell’HBO, snaturandola.
Anche l’ANSA rileva la cosa, ma sbaglia clamorosamente la rete di messa in onda, titolando ‘Roma’ in versione soft per Raiuno. Al di là del marchiano errore (un augurio, forse, che la rete ammiraglia della RAI possa decidere, un giorno, di osare qualcosa in più), qualcuno potrebbe chiedersi perché il nudo maschile no e quello femminile sì. Ci sarebbe di che teorizzare a proposito della nostra società fallocratica e fallofobica, ma la cosa, in fondo, si commenta da sé.
[Sito ufficiale di Roma, su RaiDue]