
Non ci sarà nessuna rete Rai da considerare come “di riferimento per il nord Italia“. Il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, blocca le pretese della Lega Nord che vedeva nel prossimo lancio di Rai 5 l’occasione di confezionare un canale televisivo su misura delle presunte esigenze specifiche del settentrione.
Rai 5 non ha ancora un direttore e nessuno ha deciso che vocazione avrà. Per ora ha una destinazione molto generica di canale culturale. Ognuno ha la sua visione di come si declina un canale culturale. Io ho la mia e non è nord-centrica, ma italo-centrica. E’ chiaro, però, che in prospettiva Rai 5 potrà diventare uno dei canali di riferimento di Expo 2015.
Destinate, inevitabilmente, a scatenare polemiche non ci sono solo queste parole, ma anche la bizzarra idea di una “pay tv” marchiata Rai. A margine della quinta conferenza nazionale sul digitale terrestre Garimberti ha anche aperto alla possibilità che la Rai possa concepire una sua “offerta pay”. Si tratta di un’uscita spericolata che non avrà alcun seguito, questa la mia previsione, che è stata liquidata dal presidente di Mediaset Fedele Confalonieri con una battuta efficace: “Pagando il canone, pero’, la Rai e’ gia’ un po’ pay tv“.

Ve ne avevamo parlato circa 15 giorni fa: Sky ha chiesto all’Europa di ridurre i limiti antitrust impostigli nel 2002 quando avvenne la fusione di Telepiù e Stream (i due operatori italiani della pay tv satellitare sull’orlo del fallimento) che prevedevano l’impossibilità per la società di entrare su altre piattaforme trasmissive fino al 1 Gennaio 2013. La nuova notizia, anticipata sempre dal quotidiano economico Milano Finanza, è che il nuovo commissario alla Concorrenza pare pronto a dare il suo assenso considerato il “cambiamento quantitativo del mercato televisivo italiano” degli ultimi anni.
Quando si parla di cambiamento ci si riferisce all’ingresso nel mercato attraverso il Digitale di Mediaset con la sua Mediaset Premium che presto, addirittura entro l’anno 2010 o al massimo all’inizio del 2011, potrebbe ritrovarsi la concorrenza di Murdoch “in casa” e non sotto la forma dell’innocuo e ostracizzato canale free Cielo.
Insomma, la richiesta di News Corp agli organismi di controllo europeo sembra destinata a ricevere una risposta positiva in tempi brevissimi, il tutto senza che l’Europa abbia mostrato interesse a sentire altri pareri sulla questione provenienti sia dal Governo e dagli altri operatori grandi (Rai e Mediaset) e piccoli (la galassia delle tv locali) che sono presenti sul mercato.
Una piccola, ma significativa, novità arriva da Sky in questo weekend. In coincidenza con la diretta delle gare di Serie A in programma fra sabato e domenica verranno lanciati “i nuovi canali” Calcio HD. L’intero programma delle partite avrà una copertura in Alta Definizione. Fino alla scorsa giornata le gare che vedevano in campo le squadre “minori” potevano essere programmate su uno dei canali Sky Calcio ancora non dotati di un omologo in alta definizione.
Non sarà più così: con uno sforzo produttivo sempre crescente Sky vuole continuare a far crescere la sua offerta HD, solo uno degli elementi “qualitativi” che spiegano l’enorme differenza di prezzo con la concorrenza di Mediaset Premium, e non ha più intenzione di trascurare nessuno degli eventi sportivi live per i quali investe milioni di euro nell’acquisto dei diritti.
Si tratta di una scelta precisa che valorizza un target di clienti nei fatti molto ristretto: anche il tifoso del Livorno, del Bari o del Siena potrà godere dello stesso trattamento riservato ad un tifoso di una “big” come Inter, Milan o Juventus. Quanto questi rappresenti un valore aggiunto lo diranno i numeri degli abbonati che, secondo gli ultimi dati, sono in calo per Sky e in aumento per Mediaset Premium almeno in attesa di giugno quando sul satellite tornerà la più importante esclusiva calcistica: il Campionato del Mondo in Sud Africa.

Continua l’assalto di Mediaset Premium a Sky, ancora una volta con un’offerta che punta ad aumentare gli abbonati offrendo condizioni favorevoli fino al termine del 2010. La pay tv di Murdoch offre 4 mesi a metà prezzo per chi sceglie l’HD, Premium fa scendere il canone della sua formula Easy Pay. Chiara la strategia di marketing: “low cost” contro “qualità“.
Per quanti si abboneranno a Premium entro il 25 febbraio, con la suddetta formula Easy Pay, il prezzo per tutto il 2010 viene tagliato ulteriormente dagli attuali 22.99 euro ai 19.99 euro mensili. Il tutto includendo il pacchetto Gallery e quello Calcio (con l’esclusiva dell’Europa League rafforzata dalla discesa della Juventus dopo il primo girone di qualificazione della Champions) nonché Disney Channel i cui destini vengono “separati” dagli altri canali del pacchetto Fantasy.
Rafforzati dagli switch-off già arrivati nel Lazio e in Campania quelli di Premium puntano a raccogliere nuovi abbonati cercando di strappare a Sky anche quei clienti che vogliono risparmiare a fronte di un netto calo del numero dei canali e della qualità offerta dal satellite grazie all’HD.

Dallo scorso venerdì Sky Italia ha rotto un tabù: la programmazione di Hot Club (la serie di canali in pay per view dedicati al porno) ha smesso di essere esclusivamente notturna. I film hard che animano le notti di tanti abbonati sono ora disponibili 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Questo trionfo dell’onanismo ha una ragione, ovviamente, puramente economica. Sky soffre la crisi economica, la concorrenza di Mediaset Premium, il tutto aggravato dai prezzi alti ed ulteriormente alzati dall’aumento dell’Iva.
La risposta è quella di puntare sulla qualità, sull’HD e di permettere una piccola scappatoia per cercare di far pagare un po’ meno. Ma quello che nessuna Digital Key può fare può farlo un’ulteriore iniezione di porno a tutte le ore. La voce di bilancio dell’Hot Club di Sky recita 68 milioni di euro annui incassati (1.6 mln a settimana) e l’obiettivo è farla salire ancora di più, magari cercando di ridurre l’impatto dell’aumento dei costi nel 2008, costi arrivati a 2 miliardi di euro.
Sky d’altraparte continua ad investire nonostante si trovi seriamente aggredita dalla concorrenza (anche quella “impropria” della Rai) e stia perdendo progressivamente abbonati: nulla di preoccupante, parliamo di 366 mila nuovi abbonati contro le 429 mila disdette, ma a questo punto appare difficile pensare di chiudere sopra i 5 milioni quest’anno. L’obiettivo è quello di stringere i denti prima della grande campagna per i Mondiali di calcio in Sud Africa, nuovamente esclusiva Sky come nel 2006, sperando che nessun tribunale finisca per rovinare la festa suddividendo i lotti dei diritti tv della Serie A.

Un punto sembrava chiaro fino a qualche mese fa: il concorrente naturale di Sky è Mediaset con la sua offerta Premium. I contenuti “chiave” (il calcio, le serie tv e i film) sono in mano ai due network sulle piattaforme pay, un po’ sul digitale terrestre e un po’ di più sul satellite. Qualcosa è cambiato da quando Mauro Masi è diventato il dg della Rai. Improvvisamente il conflitto si è acceso fra la tv di stato e Sky e qualche maligno si è addirittura permesso di paragonare la tv di stato ad uno di quei ragazzini che gli ayatollah iraniani costringevano a camminare di fronte ai carrarmati per “scovare” le mine.
La questione RaiSat, con il braccio di ferro (in realtà con l’intenzione chiarissima di non concedere a Sky i canali Rai seppur pagati 50 milioni di euro l’anno), è stata interamente un’invenzione di Masi. Si è detto, pur di giustificarlo, che quei soldi erano pochi, che troppo era il vantaggio ottenuto da Sky nel poter inserire nel suo bouquet anche quei canali. Fatto sta che la Digital Key, pur essendo tutt’altro che una rivoluzione come abbiamo cercato di spiegare nel nostro piccolo, ha scatenato rabbiosa la reazione del direttore generale Rai pronto ad una dichiarazione nel Cda della tv di stato che più che contro la tv di Murdoch appare come la classica excusatio non petita.
Il tutto ha i connotati di un’abile campagna promozionale e di marketing che di una reale messa a disposizione a tutti i propri abbonati della programmazione digitale terrestre in chiaro. Merita un attento approfondimento, anche dal punto di vista legale e regolamentare, la eventuale immissione dei canali della piattaforma terrestre all’interno dell’Epg (la guida elettronica dei programmi, ndr) di Sky. Potrebbe essere in conflitto con le disposizioni delle Autorità di garanzia che limitano l’utilizzo da parte di Sky del sistema digitale terrestre. L’utilizzo di questo strumento sarà, anche nel tempo, circoscritto a un ristretto numero di abbonati. La limitazione dell’uso della chiavetta ai decoder Sky di nuova generazione e in particolare a quelli in Hd restringe ancor di più il numero di abbonati serviti dalla Digital Key poiché questi dovranno essere dotati di un televisore Full Hd. Notoriamente tutti i nuovi televisori sono obbligatoriamente provvisti di un decoder digitale terrestre integrato: la visione del digitale terrestre integrale è dunque già garantita dal televisore. Inoltre occorre aggiungere che parte significativa dei televisori in Hd già venduti prima dell’obbligo del decoder integrato era già in grado di ricevere il digitale terrestre a causa dell’elevato costo del televisore e della relativa necessità di dotarlo di tutti gli strumenti tecnologicamente più aggiornati, compreso il decoder per il digitale terrestre.
Continua a leggere: Masi contro la Digital Key di Sky: viene da chiedersi, "perché?"

La Digital Key di cui vi abbiamo parlato ieri non è la sola novità di Sky per i prossimi mesi. A dire il vero proprio quella del sintonizzatore digitale terrestre da collegare ai decoder Sky Hd e MySky Hd è stata ridimensionata dai fatti. La Digital Key, disponibile da dicembre, costerà 19 euro ma con la limitazione di non essere compatibile con il vecchio Sky Box e comunque con tutti i decoder non HD c’è da domandarsi a quanti realmente servirà. Semplice deduzione: se ho un televisore compatibile con l’alta definizione quante sono le probabilità che questo non sia già dotato di un sintonizzatore digitale terrestre integrato? Poche, pochissime. Certo avere i canali free to air del DTT integrati nel decoder di Sky può essere una comodità, semplicemente questo. (Nuovo Listino Prezzi Sky)
Sky, è sempre più chiaro, spinge invece su un’altra novità che effettivamente distingua la sua offerta dal Digitale Terrestre, vale a dire l’alta definizione. Entro la fine del 2010 i canali in HD dovrebbero diventare addirittura 30 e tutti gli abbonati alla pay tv satellitare avranno una possibilità in più di godere dello spettacolo dell’alta definizione (inclusa nel prezzo dell’abbonamento da qualche mese), vale a dire quella di acquistare un televisore Full HD ad un prezzo scontato e con una speciale formula rateale.
Si potrà scegliere fra diversi televisori, marche e formati diversi, a tutti si potrà accedere con un acconto di 50 euro e 36 rate di entità diversa a seconda della tv scelta e del numero di pacchetti sottoscritti con Sky. L’importo sarà sommato a quello mensile dell’abbonamento Sky. Restiamo in attesa di conoscere i dettagli dell’offerta, sicuramente rivoluzionaria per il mercato italiano, ma non senza precedenti in Europa. In Francia Canal + è arrivata a “regalare” un televisore LCD a tutti gli abbonati al pacchetto completo per almeno un anno.
Continua a leggere: Sky spinge sull'Hd con la Tv da prendere a rate e fa "scendere" i prezzi

Appena qualche giorno fa due quotidiani spagnoli aveva lanciato l’ipotesi che Mediaset si fosse fatta avanti per rilevare tutto o in parte il comparto televisivo del Gruppo Prisa, il gruppo spagnolo che controlla Cuatro e la pay tv satellitare Digital+ e che arranca da anni per via di risultati economici tutt’altro che brillanti. Non appena pubblicati gli articoli di Madrid Expansion ed El Economista era immediatamente seguito il comunicato stampa di Mediaset: “Si tratta solo di indiscrezioni giornalistiche prive di fondamento“.
Che fosse una smentita di rito lo si poteva intuire, ma un’ulteriore conferma in questa direzione arriva direttamente dal Presidente di Mediaset Fedele Confalonieri: “Vediamo. Si parla con tutti“. Queste poche parole fanno il paio con un altro commento, quello sull’ipotesi di un ingresso sul mercato obbligazionario da parte del gruppo, uno dei modi utili per reperire capitali per un eventuale acquisizione.
Confalonieri commenta anche le conseguenze della sentenza Lodo Mondadori che in primo grado quantifica in 750 milioni di euro il risarcimento dovuto alla Cir di De Benedetti ed anche parlando di questo argomento c’è un riferimento a possibili ed eventuali acquisizioni che nel caso spagnolo sarebbero strategiche e fermerebbero un eventuale ingresso di Rupert Murdoch e della sua Sky in un altro paese europeo.
Non ci condiziona, ma non è una cosa indifferente, la sentenza non ha effetti sul nostro bilancio e sulle acquisizioni non ci condiziona. Ma se il tuo azionista di riferimento ha una spada di Damocle di questo tipo, se volesse fare un aumento di capitale ci pensa due volte.

I nostri colleghi di Calcioblog ne hanno già parlato, ma si tratta di un fatto che costituisce un unicum, un evento senza precedenti per la televisione inglese. Per la prima volta nella storia la gara in programma domani, Ucraina - Inghilterra, valida per le qualificazioni ai Mondiali di Sud Africa 2010, non andrà in onda in chiaro su nessun canale televisivo. Non era mai accaduto, figurarci poi in un momento nel quale (complice la gestione tecnica dell’italiano Fabio Capello) i sudditi di sua maestà sembrano aver recuperato il loro feeling con la nazionale dei tre leoni.
In realtà a causare il primo “buco” televisivo ci sono proprio gli ottimi risultati ottenuti dall’Inghilterra che è già qualificata ai Mondiali e, di fatto, gioca una partita ininfluente per il risultato finale. Per le partite in casa i diritti vengono venduti in blocco, ma trattandosi di una gara giocata in trasferta, così come accade per l’Italia, le tv britanniche avrebbero dovuto partecipare ad un’asta per assicurarsi i diritti di trasmissione.
A sorpresa a presentare l’offerta più alta è stata la Perform, società che si occupa della trasmissione di eventi sportivi in streaming che ha battuto la concorrenza di BBC, ITV e Sky UK. Per la partita è stato così predisposto un apposito sito http://www.ukrainevengland.com/ (non accessibile da paesi che non siano la Gran Bretagna) sul quale è stato messo in vendita il “pass” per assistere in streaming alla partita. Il prezzo, inizialmente intorno alle 5 sterline, è lievitato con il passare dei giorni e domani nel giorno dell’evento sarà di 12 sterline.
Continua a leggere: La prima volta senza diretta tv per la Nazionale Inglese
“Si tratta solo di indiscrezioni giornalistiche prive di fondamento“, questo il commento di Mediaset alle notizie pubblicate dalla stampa spagnola sulla ipotesi di un doppio acquisto per il gruppo in Spagna attraverso la controllata Telecinco. I quotidiani Madrid Expansion ed El Economista avevano lanciato l’ipotesi di un’operazione in grande stile. Primo obiettivo sarebbe Digital+, il comparto televisivo del Gruppo Prisa, che opera con la pay tv sul satellite e sta (come succede un po’ ovunque) affogando nei debiti.
Altra alternativa, che comporterebbe un esborso di minore entità, sarebbe quella quella di fondere il gruppo Telecinco con la Cuatro, canale sempre di proprietà del Gruppo Prisa. Secondo El Economista comunque la vera ipotesi in piedi è quella di rilevare tutta la baracca, magari con la collaborazione di Telefonica. Il gruppo telefonico iberico possiede il 42% di Telco, la holding che controlla Telecom Italia, e gli interessi incrociati sull’asse Madrid-Roma potrebbero favorire il buon esito dell’operazione.
La smentita arrivata da Mediaset è da mettere agli atti, come il buonsenso che suggerisce senza grosse forzature che la crisi di Digital+ offre sulla carta un’ottima occasione per il gruppo di Cologno Monzese di ripetere un’operazione già fatta in Italia da Rupert Murdoch ai tempi di Telepiù e Stream.