
La Corte di Giustizia Europea ha stabilito che è “contrario alla concorrenza” vietare ad un cittadino di abbonarsi ad una pay tv di una paese diverso del suo. Questo è il fatto. Cosa ne deriva? Si sono scatenate speculazioni e titoloni di ogni genere, con molti che pronosticano enormi danni per BSkyB e Sky Italia. In realtà la situazione è più complessa di così e si risolverà, a mio parere, in una bolla di sapone.
La Corte di Giustizia, chiamata in causa da Karen Murphy, proprietaria di un pub di Portsmouth che era stata multata perché faceva vedere le partite della Premier League ai suoi clienti con una smart card di un operatore greco, non ha soltanto stabilito che non si può impedire all’agguerrita signora di abbonarsi al servizio che preferisce, ma che è lo stesso concetto di “esclusiva territoriale” dei diritti tv a non avere legittimità.
Per fare un esempio i soldi richiesti dalla Premier League (ma vale anche per la nostra Lega Serie A, per la Bundesliga e via così) per l’esclusiva della trasmissioni delle loro partite sul territorio italiano a Sky Italia non dovrebbero essere richiesti perché Sky a sua volta non ha diritto alcuno di impedire che sul territorio italiano possano essere sottoscritti abbonamenti a tv satellitari di altri paesi che hanno ugualmente acquistato i diritti.
Continua a leggere: Decoder libero (o quasi) in Europa, chi ci rimette? Nessuno.
Lo abbiamo visto nella nostra analisi auditel di questo mese di luglio che sta per finire, che un ruolo dominante nello scenario auditel, ormai ce l’hanno le altre digitali sommate alle pay tv, che noi per consuetudine raggruppiamo nelle nostre analisi quotidiane, con i grafici delle curve dello share minuto per minuto nella linea marrone. Andiamo ora a dare un volto a questo gruppo di emittenti con questa analisi, relativa sempre ai primi 27 giorni di questo mese che sta per terminare e lo facciamo dandovi i dati totali per giornata per gruppo televisivo.
Il gruppo televisivo che risulta avere lo share più alto nel totale giornata è Rai Digitale con il 6,06% di share, segue al secondo posto Mediaset Digitale con il 4,05%. Il terzo posto è occupato dal gruppo Sky con il 3,85% a cui segue Fox che totalizza l’1,9%. Quarto posto per Switchover Media con l’1,57% a cui segue il gruppo Discovery con l’1,48%, chiude questa classifica Disney con lo 0,86%, seguono poi tutte le altre con il 2%. Ma vediamo gruppo per gruppo le performance di alcuni canali.
Partiamo dal gruppo Rai dove la rete più vista risulta essere Rai4 con l’1,06%, segue Rai Premium con lo 0,87% e al terzo posto si piazza Rai Yo Yo con lo 0,83%, buona la performance di Rai Sport 2 che fa registrare lo 0,82%. Passiamo ora a Mediaset digitale dove la rete più vista è Boing con l’1,41%, a cui segue Mediaset Extra con lo 0,98%, quindi La5 con lo 0,81% ed Iris con lo 0,76%. Vediamo ora il gruppo Sky che fra i suoi singoli canali vede al primo posto Sky Cinema 1 con lo 0,60% , segue Cielo con lo 0,48%, quindi Sky Sport 24 con lo 0,42% e Sky Tg24 con lo 0,34%.
Continua a leggere: Analisi Auditel - Luglio 2011: Le Digitali e le Pay Tv

Mediaset Premium lancia “Premium CAM“, le due nuove CAM che inserite nei televisori compatibili (tutti quelli dotati di ingresso CI+) consentono la visione dei contenuti pay di Mediaset senza l’orpello del decoder. Due i modelli, rispettivamente da 69 euro e 99 euro, con la novità della CAM compatibile con l’Alta Definizione. Entrambe le CAM vengono vendute con una smart card di Premium che contiene un mese di visione gratuita di tutta l’offerta.
Mediaset sta iniziando, nonostante lo svantaggio tecnico della banda molto limitata rispetto al satellite, a puntare anch’essa sull’HD, punto di forza assoluto di Sky. Si parte dal calcio, almeno per quello che riguarda la Serie A, che beneficerà di una costante copertura in alta definizione per posticipi e anticipi, in aumento rispetto alle scorse stagioni grazie al cosiddetto “campionato spezzatino” che molto raramente concentrerà più di 5-6 gare nel classico orario della domenica alle 15.

Europa 7, la tv che dal 1999 avrebbe dovuto ricevere spazio nelle frequenze nazionali analogiche e che dopo un’infinita battaglia è riuscita a trovare spazio solo dopo 10 anni e sul digitale terrestre, ha avviato le sue trasmissioni con l’accensione del primo trasmettitore nell’area di Roma. Nessun ripensamento, dunque, la scelta di Europa 7 di adottare la tecnologia DVB-T2 è nuovamente controcorrente e rischia di isolare la tv che “non c’era”.
Per carità, il DVB-T2 offre indubbi vantaggi, soprattutto per la qualità e la diffusione del segnale, ma la conseguenza è che per vedere Europa 7 e il suo inevitabilmente improvvisato bouquet a pagamento (prezzi folli visti i contenuti al momento ignoti), l’utente dovrà dotarsi di un decoder apposito: il 7-Box. Questo nuovo apparato sarà in vendita da lunedì sul sito di Europa 7 (il prezzo non è ancora stato reso noto) e sarà compatibile con la tecnologia attuale, ma quanti vorranno comprare e mettersi in casa l’ennesimo decoder?

Arriva subito, immediata, la risposta (sicuramente programmata) di Mediaset Premium alla ridefinizione dell’offerta di Sky. Quasi tronfio, Pier Silvio Berlusconi, quando nella conferenza stampa che ha seguito la Mediaset Night, snocciola dati e notizie sulla piattaforma pay del digitale terrestre. Fra le novità più importanti, sulla falsariga della strategia già adottata negli ultimi tre anni, quella di puntare sempre più decisi sulla formula easy pay abbandonando progressivamente le ricaricabili.
Mediaset punta a tenere con sé nella prossima stagione le 4.4 mln di schede attive a giugno 2010 (2 mln sono “scadute” il 1 luglio) grazie ad un’offerta, disponibile da oggi, che prevede il pacchetto Calcio e Gallery a 14 euro al mese fino alla fine dell’anno. Quindi, come di consueto, tutta la Champions League, la Serie A con 12 squadre (Juventus, Milan, Inter, Roma, Lazio, Napoli, Bari, Genoa, le novità Fiorentina, Palermo e altre due in via di definizione) e l’esclusiva dell’Europa League che vedrà impegnate sia i partenopei, sia i rosanero, sia la Juve, vogliosa di riscatto dopo l’ultima pessima stagione e il Campionato del Mondo per Club con l’Inter protagonista. Da segnalare che senza Palermo e Fiorentina si aprono tempi tempi durissimi per Dahlia Tv, la concorrente (teorica) di Premium sul digitale terrestre.
Pier Silvio sottolinea che per Premium è confermato il break even nel 2010, tutto come da programma, mentre Sky ha fatto segnare un -100 mila abbonati nell’ultimo trimestre nonostante la copertura totale e di grande livello del Mondiale 2010. La sfida fra la pay tv di Murdoch e Mediaset Premium si fa sempre più accesa.

Non ci sarà nessuna rete Rai da considerare come “di riferimento per il nord Italia“. Il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, blocca le pretese della Lega Nord che vedeva nel prossimo lancio di Rai 5 l’occasione di confezionare un canale televisivo su misura delle presunte esigenze specifiche del settentrione.
Rai 5 non ha ancora un direttore e nessuno ha deciso che vocazione avrà. Per ora ha una destinazione molto generica di canale culturale. Ognuno ha la sua visione di come si declina un canale culturale. Io ho la mia e non è nord-centrica, ma italo-centrica. E’ chiaro, però, che in prospettiva Rai 5 potrà diventare uno dei canali di riferimento di Expo 2015.
Destinate, inevitabilmente, a scatenare polemiche non ci sono solo queste parole, ma anche la bizzarra idea di una “pay tv” marchiata Rai. A margine della quinta conferenza nazionale sul digitale terrestre Garimberti ha anche aperto alla possibilità che la Rai possa concepire una sua “offerta pay”. Si tratta di un’uscita spericolata che non avrà alcun seguito, questa la mia previsione, che è stata liquidata dal presidente di Mediaset Fedele Confalonieri con una battuta efficace: “Pagando il canone, pero’, la Rai e’ gia’ un po’ pay tv“.