
Due nuovi progetti sono stati annunciati ieri ed oggi per quanto riguarda la fiction Rai. Due miniserie che andranno in onda nella prossima stagione televisiva e che racconteranno due storie italiane, molto lontane e diverse tra loro.
La prima sarà una fiction in due puntate sulla spedizione italiana sul K2, la montagna più alta della Terra, avvenuta nel 1954. La spedizione, guidata da Ardito Desio, fu seguita dagli italiani con passione, al punto tale che quando fu annunciato il raggiungimento della vetta da parte di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli, il nostro Paese festeggiò l’evento come segno di rinascita della Nazione.
Il film-tv, le cui riprese inizieranno in Austria a fine mese, sarà prodotto dalla Red Film e sarà girato da Robert Dornhelm (”Spartaco-Il gladiatore” e “Guerra e pace”), ed avrà come protagonisti Marco Bocci e Marco Cocci. L’altro progetto annunciato, invece, ci porta alla storia più recente, in particolare agli attentati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, avvenuti nel 1992.

Va in onda stasera (e non di mercoledì, come avvenuto con le altre puntate), alle 21:10, l’ultima puntata de “Il tredicesimo apostolo”, la fiction di Canale 5 prodotta da Taodue che ha riscosso all’esordio un ottimo riscontro, per poi assestarsi ad ascolti inferiori, pur mantenendosi una delle fiction più viste della stagione televisiva.
Partita il 4 gennaio, la prima puntata della serie ha registrato 7,5 milioni di telespettatori (26,4%) al primo episodio e 6,7 milioni (27,9%) nel secondo. All’esordio, dicevamo, sono seguiti episodi che hanno attirato meno l’attenzione del pubblico, ottenendo tra i 4,5 milioni di persone (ottavo episodio, quarta serata) ed i 6,2 milioni (terzo episodio, seconda serata).
Al di là degli ascolti a volte record altre nella norma, “Il tredicesimo apostolo” ha fatto parlare anche per l’aver riportato nella tv italiana un genere, quello sovrannaturale, la cui presenza era ormai stata soppiantata da fiction di stampo ben più classico nonchè prevedibili e mal fatte. Con questo, non vogliamo innalzare “Il tredicesimo apostolo” a pioniera di un nuovo corso della fiction, ma l’esperimento di Pietro Valsecchi ha sicuramente dato più speranza ai telespettatori di poter vedere qualcosa di nostrano che sia diverso dalle indagini in un commissariato o dalle avventure di una famiglia allargate. Dopo il salto, anticipazioni sui due episodi in onda stasera.
Il tredicesimo apostolo-Il prescelto

Il tredicesimo apostolo-Il prescelto, la scena hot tra Claudio Gioè e Claudia Pandolfi

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“Che Dio ci aiuti 2″ è sempre più probabile, se non certo. Sebbene non ci siano comunicazioni ufficiali da parte di Raifiction, a garantire che Suor Angela tornerà su Raiuno con nuovi casi è la sua interprete, Elena Sofia Ricci, in un’intervista al Corriere della Sera:
“Lo so, è quasi certo. E se si farà, ci sarò anche io”.
I nuovi episodi dovrebbero essere sedici, come la prima serie, e le riprese dovrebbe iniziare in primavera, sempre secondo indiscrezioni sul web, per una messa in onda, immaginiamo, il prossimo inverno, riproponendo la fortunata staffetta del giovedì con “Don Matteo” (nel cui finale dell’ultima serie c’è un crossover col nuovo telefilm), di cui “Che Dio ci aiuti” ha ereditato il pubblico.
La serie, infatti, si è dimostrata all’altezza del suo predecessore, ottenendo ascolti lusinghieri, sempre sopra i 5 milioni di telespettatori ed il 20% di share, arrivando nell’ultima puntata di ieri al suo picco, con 7,8 milioni di persone (25% di share) nel primo episodio e 7,4 milioni (24% 27%) nel secondo. Il tutto, con una storia che ha riproposto lo schema narrativo in cui un personaggio religioso aiuta le forze dell’ordine nella risoluzione dei casi più disparati (e sempre senza raggiungere particolari guizzi creativi). Al posto del parroco, insomma, è arrivata la suora, personaggio che, a sentire Elena Sofia Ricci, è uno dei “sogni proibiti” per chi recita:
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“Il restauratore 2″ si farà. Parola di Lando Buzzanca, protagonista della fiction di Raiuno che, intervistato in un video pubblicato online dalla Albatross (che potete vedere dopo il salto) e “scovato” da Fiction Italiane, conferma la realizzazione di nuove puntate della serie in onda di domenica in prima serata:
“Sì, non solo: è già pronta, Dopo la prima puntata, è successo di tutto…”
Un annuncio quasi scontato, visto che la serie sta ottenendo discreti risultati, con una media di circa cinque milioni di telespettatori (20% di share), in una serata difficile come quella della domenica sera -nella quale, però, la controprogrammazione di Canale 5 è molto più fragile, prima con “Distretto di polizia 11″ ed ora con “Centovetrine”-.
La fiction, quindi, tornerà, nonostante non abbia certamente convinto dal punto di vista autoriale ed interpretativo. Come abbiamo già avuto occasione di dire, ad un tema fantasy come quello dell’individuo capace di ricevere delle immagini di una tragedia imminente non ha fatto seguito un buono sviluppo dei casi di puntate e dei personaggi, presentando una serie il cui sapore è più retrò che all’avanguardia. La Rai, comunque, festeggia, anche se, ammette Buzzanca, inizialmente era scettica, tanto -pare- da ridurre l’ordine di episodi da 24 a 12:

E’ difficile, per una fiction dall’impegno sociale, fare il suo lavoro. Perchè si tratta si mantenere una certa coerenza con la realtà che si vuole raccontare affidando un messaggio ad una storia che sia anche romanzata. “La vita che corre”, in onda su Raiuno, ci prova, risultando in gran parte all’altezza delle situazione.
Innanzitutto, l’intento del film-tv era quello di raccontare una storia che catturasse anche l’attenzione dei più giovani, un target difficile da raggiungere per la prima rete nazionale. Sicuramente, “La vita che corre” tiene conto di questa difficoltà, presentandosi con un ritmo sostenuto e dei dialoghi abbastanza realistici.
Ma questa produzione vuole ancora sottolineare un fenomeno tristemente noto, quello delle stragi del sabato sera. Si trattava di trasporre un argomento dai servizi di cronaca dei telegiornali alla fiction in prime time, senza risultare pedanti e moralisti. Il collante che ha permesso quest’operazione è stato l’utilizzo di una trama gialla che, seguendo le indagini della polizia stradale (-il cui ispettore Bruni, interpretato da Massimo Wertmuller, paradossalmente si fa anche carico dei momenti più leggeri della fiction), pone l’attenzione del pubblico su un tema delicato affiancandolo ad una storia il cui stampo, però, è classico e senza particolari guizzi creativi.
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Ha una grande valenza sociale, la fiction in onda stasera e domani alle 21:10 su Raiuno, “La vita che corre”. Si tratta del discusso film-tv sulle stragi del sabato sera, una piaga tristemente nota e di cui ci rendono conto i telegiornali nei weekend. Fabrizio Costa, alla regia, ha voluto raccontare la storia di ciò che succede a dei ragazzi al centro di uno dei vari incidenti di cui sono diventate protagoniste le strade italiane negli anni.
Ecco perchè la fiction prodotta da RaiFiction e Dap Italy, non perderà tempo nel raccontare la vita dei protagonisti prima del fatto che li cambierà per sempre, ma mostrerà quasi immediatamente come, da un terribile incidente stradale, le esistenze di molti siano destinare a subire dei cambiamenti. Protagonisti sono tre ragazze, Valentina (Valentina Imperatori), Anna (Lorena Cacciatore) e Claudia (Desiree Noferini) che in un sabato sera qualunque passato in discoteca per festeggiare un nuovo lavoro, conoscono i fratelli Luca (Flavio Parenti) ed Andrea (Alessandro Sanguigni), il primo medico in ascesa, il secondo ribelle e fuori controllo.
Le ragazze fanno amicizia con i due giovani, fino al momento di tornare a casa. Mentre le tre salgono in auto, i due salgono sulla loro moto. Nel tragitto, però, le loro vite cambieranno per sempre, scontrandosi con il camion guidato da Giuseppe (Enrico Ianniello), che sta tornando a casa dopo il turno di lavoro. L’impatto è violentissimo: Andrea muore sul colpo, Claudia è in coma, Valentina viene ferita al volto, Giuseppe deve subire l’amputazione della gamba. Solo Luca ed Anna ne escono illesi, ma per loro ci saranno altri traumi da affrontare.

Nella settimana del Giorno della Memoria, continuano le riproposizioni delle tv generaliste di fiction legate a quest’argomento. Dopo la trasmissione, ieri, di “Mi ricordo Anna Frank” su Raiuno, oggi tocca a Rete 4, che stasera alle 21:10 manda in onda “Mafalda di Savoia-Il coraggio di una principessa”, il film-tv andato in onda nel 2006, tratto dal libro di Cristina Siccardi e diretto da Maurizio Zaccaro.
Protagonista della fiction (originariamente in onda in due puntate, ma la rete le accorperà entrambe in un’unica serata) è Stefania Rocca, nei panni della secondogenita di Vittorio Emanuele III, anche lei coinvolta nei fatti della Seconda guerra mondiale e della persecuzione dei tedeschi. Mafalda, infatti, fu accusata di alto tradimento del regime tedesco, dichiarandosi avversa alle idee di Hitler.
La fiction segue la vita della protagonista, nata nel 1902 e diventata moglie del tedesco Filippo d’Assia (Johannes Brandrup), da cui ebbe quattro figli. Credendo all’importanza della famiglia e di altri valori molari, Mafalda iniziò a catturare l’antipatia del regime per via di alcune sue iniziative diplomatiche. Nel settembre del 1943, quando ci fu l’armistizio con gli alleati, Mafalda si trovava a Sofia, per sostenere la sorella Giovanna (Clotilde Courau) in lutto per la perdita del marito. Viene informata dei fatti solo mentre fa ritorno in Italia (Badoglio ed il Re erano già fuggiti al Sud) ma, nonostante questo, decise di tornare in patria.

Stasera, alle 21:10, su Raiuno si celebra il Giorno della Memoria, che cadrà il prossimo 27 gennaio e che servirà che ricordare e non dimenticare i milioni di vittime dell’Olocausto. Per l’occasione, la rete manderà in onda il film “Mi ricordo Anna Frank”, prodotto da Raifiction ed andato in onda due anni fa per la regia di Alberto Negrin, che ne ha scritto la sceneggiatura con Andrea Porporati e Monica Zapelli.
Tratto dal libro “Mi ricordo Anna Frank”, il film racconta una storia vera, quella dell’amicizia tra Hanneli Goslar ed Anna Frank, la ragazza morta in un campo di concentramento dopo essersi nascosta con la sua famiglia per due anni in un alloggio segreto all’interno di un appartamento ad Amsterdam. L’autrice del volume, Alison Leslie Gold, ha riportato le parole della Goslar, in una lunga intervista nella quale la donna ha raccontato la storia sua e di Anna.
Il film ripercorre, così, l’incontro tra le due ragazze: Anna (Rosabel Laurenti Sellers) ed Hanneli (Szurdi Panna), entrambi ebree, costrette ad allontanarsi quando entreranno in vigore le leggi antiebraiche. Hanneli, catturata e portato nel campo di concentramento di Bergen Belsen, è convinta che l’amica sia salva, scappata in Svizzera con la sua famiglia. In realtà non sa che Anna si è nascosta in un appartamento ad Amsterdam, riuscendo a fuggire ai tedeschi fino al 1944 quando, anche lei, sarà deportata nello stesso campo di concentramento.
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Abbiamo provato a cercare la Storia, in “Anita Garibaldi”, la fiction di Raiuno. L’abbiamo cercata ma, per ora, l’abbiamo trovata quasi esclusivamente nelle sovrimpressioni di alcune scene. Il resto, purtroppo, sembra essersi dimenticato che questo film-tv avrebbe dovuto celebrare i centocinquant’anni dell’unità d’Italia.
Vuoi per le ambientazioni, vuoi per le musiche, vuoi (soprattutto) per la carica motiva data a protagonisti della storia, più che la vita del grande amore di Garibaldi si è messo in scena una “Terra Ribelle versione rieditata per il Risorgimento”. Un feuileton che di storico ha poco, se non i costumi e il fatto che i protagonisti vadano a cavallo e che stona con la mission che voleva ottenere.
Così, lo sforzo della brava Valeria Solarino di rendere la sua Anita più donna e meno schiava, è vano di fronte ad una sceneggiatura che cerca l’emozione facile: prima la rabbia della ragazza costretta a sposare un uomo che non ama, poi la curiosità del primo incontro con Garibaldi (Giorgio Pasotti), e quindi l’amore con quest’ultimo, seguito dalla fedeltà eterna a lui giurata.

“Distretto di Polizia” non avrà una dodicesima stagione: l’ultima puntata, andata in onda ieri sera, ha segnato la conclusione della storica fiction di Canale 5, trasmessa dal 2000 e prodotta dalla Taodue di Pietro Valsecchi. Ad annunciarlo, proprio quest’ultimo, attraverso una dichiarazione all’Ansa.
Valsecchi, molto legato alla serie tv che ha contribuito notevolmente anche a rendere popolare la sua casa di produzione, ne ha approfittato per ringraziare il pubblico ”per aver seguito con tanta passione ed entusiasmo la nostra serie per ben 11 anni.”
“E’ stata una lunga, bellissima avventura”, aggiunge il produttore, “che ci ha regalato emozioni a non finire, che vi ha divertito e commosso in compagnia di tanti bravissimi attori. Come per tutte le cose belle pero’, anche per Distretto di Polizia e’ arrivato il momento di lasciare spazio a nuove e ancora piu’ appassionanti serie tv targate Taodue e Canale 5“.
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