
Manca poco alla festa dello Zecchino d’Oro organizzata da DeaKids in onda il 25 novembre alle 21.00. In vista della serata dello “Zecchino d’Oro Show” abbiamo contattato il conduttore, il simpatico Jacopo Sarno noto ai fan per le serie di Disney Channel, per qualche ruolo in fiction Mediaset, e anche come cantante. Jacopo che ha condotto anche “Arriva lo Zecchino” sempre su DeaKids quest’estate, ci ha dato qualche anticipazione sul programma e raccontato della sua nuova esperienza di conduttore.
Come ti vedi nelle vesti di conduttore dopo aver fatto soprattutto l’attore nei primi anni della tua carriera?
“Mi è stata data una grande opportunità e mi sto impegnando al massimo per dimostrarmi all’altezza della situazione. Lavorare con DeAKids e con l’Antoniano in veste di conduttore è davvero una bella sfida. Sicuramente continuerò anche a studiare per migliorarmi e completare il mio percorso artistico per diventare un attore.”
Come è nata la voglia di condurre? E’ un attività con cui ti esprimi naturalmente o ti sei dovuto preparare?
“E’ nata da un’idea di Massimo Bruno (direttore canali tematici satellitari di De Agostini Editore, ndr) con il quale avevo avuto gia il piacere di lavorare a Nickelodeon. Ed io non mi sono certo tirato indietro! Anzi, ho preso la palla al balzo e mi sono messo a studiare.”
Come è il rapporto con i bambini?
“Fino ad ora ottimo. Sono stato decisamente fortunato. I bambini dicono sempre quello che pensano e non si vergognano a dirti in faccia se non gli piaci. Ho legato con molti bambini che hanno partecipato alle selezioni di “Arriva lo Zecchino” e poi allo “Zecchino d’Oro Show” e ci siamo divertiti un sacco. Alla fine ho imparato da loro moltissime cose.”

La tv logora chi ne parla? Per gli uffici stampa è sempre tutto bellissimo: un mondo impermeabile e autoreferenziale. Piombano fulmini e saette sulla critica. Si coccola il pensiero unico. Ma è proprio vero che è tutto così? Quelli che “fulminano” sono la maggioranza o solo quelli che fanno più rumore? E questo web così libero e bello, è proprio “libero e bello”? E i complottisti, quelli che vedono il marcio in Danimarca - e in tutto il mondo - troveranno mai pace o soddisfazione ai loro dubbi? Scopriranno che i “critici” sono prezzolati, o che sono persone con il loro gusto? Spesso si confonde la “copertura” di un determinato evento con l’apprezzamento: è forse lo stesso equivoco che un bel giorno ha equiparato l’Auditel all’indice di gradimento, gettandoci in una spirale da cui non si esce? Per parlarne ho scritto, qualche giorno fa, a Cinzia Bancone, gradevole presenza a Tv Talk nonché anello di congiunzione fra il web e la tv. Nelle sue note biografiche scoprirete che collabora con un blog “concorrente” (ammesso che la parola abbia un senso, sul web) di TvBlog. Ma come! E legge le domande di TvBlog in tivvù? Orrore! attentato! raccapriccio! E perché si presta a questa chiacchierata? Quale spectra, quali poteri forti si nascondono dietro a un connubio così ambiguo? E quale sarebbe il blog? Lo scoprirete solamente alla fine della conversazione, per poter così dare sfogo alle vostre più sfrenate teorie complottiste.
Ironia a parte, dopo averle scritto, abbiamo messo in piedi una conversazione (una specie di formato che vorremmo utilizzare su TvBlog al posto delle più tradizionali e asettiche interviste) e che, insieme a Cinzia, abbiamo deciso di proporvi proprio qui su TvBlog. Si parla di un po’ di tutto. E, sì, se proprio volete saperlo, si parla anche di Fiorello: non poteva essere altrimenti.
Malaparte: Tu fai da anello di congiunzione fra la tv e il web in un programma che parla di tv, quindi hai dimestichezza con entrambi i mezzi. Mi piacerebbe capire cosa pensi dell’auspicata e decantata “interazione” della tv con internet (da Fiorello a Xtra Factor, per esempio, fino ai blog dei programmi).
Cinzia Bancone: Stiamo assistendo ad una rivoluzione, un po’ come fu per la RaiTre di Angelo Guglielmi. Lui intuì che la tv doveva aprirsi alla “gente” e renderla protagonista della rappresentazione mediatica della realtà, così la tv attuale propende verso il web, dove la gente cerca spazi di espressione. Il connubio tra web e tv è ancora strettamente legato al target dei programmi. In questo momento, vedo principalmente tre modalità di interazione: ci sono programmi che si rivolgono ad un pubblico eterogeneo e fanno del web un uso rappresentativo. Michele Santoro e Lucia Annunziata, per esempio, aprono delle finestre sul web attraverso sondaggi su Facebook (come a Servizio Pubblico, ndr) o la lettura di tweet come spunti di riflessione e comunicano al loro pubblico più giovane: noi siamo sul pezzo, siamo trendy. Poi ci sono programmi con target giovane che ne fanno un uso partecipativo. L’esperimento di Xtra Factor, forte di un efficace lavoro di lancio in rete, può permettersi di rendere la partecipazione degli utenti parte del discorso e della scrittura televisiva. L’ultima frontiera è invece quella dell’uso integrato, quello che fu di Pop App (Deejay tv) e quella di Social King (RaiDue), in cui la tv parla di fenomeni web ad un pubblico giovane digitalizzato (pc a porter), escludendo altri target.
In quest’ottica, Tv Talk rappresenta un caso unico. La sua natura di programma meta-televisivo, rivolto ad un target che vuole capire e conoscere il mondo della comunicazione, mi rende libera di mixare tutti questi utilizzi.
Le domande della community di TvBlog sono esempio cardine dell’uso partecipativo, come i sondaggi rappresentano un uso più rappresentativo. Poi, con qualche mediazione, mi posso spingere anche verso frontiere più educational: tre anni fa ho raccontato al nostro pubblico cosa fosse Facebook paragonandolo ad una portineria!
Questa settimana però, con la seconda puntata de #ilpiùgrandespettaocolodopoilweekend abbiamo assistito ad un nuovo modo di usare il web in tv.
Fiorello ha adottato un linguaggio nazional-popolare multi target per arrivare al suo pubblico di ventenni ed anziani. Ha aperto lo show di punta di RaiUno con un video girato col cellulare, “La rassegna”, il piccolo format che ogni mattina allieta i suoi follower su Twitter (oltre 172mila, ndr), ha strizzato l’occhio agli internauti chiedendo un tweet personalizzato a Chris Martin (Coldplay) e ha unito tutti ridendo sul dramma dell’uomo contemporaneo: dimenticare il cellulare a casa.
Lasciami dire però che la vera rivoluzione avverrà quando sarà il web a fare la tv, quando a gennaio You Tube lancerà i suoi 20 canali tematici. Staremo a vedere…

M.: Vedi, ho personalmente esaltato - anche se su TvBlog non se lo ricorda nessuno, perché è meglio ricordare che qui si “osi” criticar Fiorello - proprio quell’uso naif e spontaneo del web fatto dal conduttore, scrivendo: «quando uno sa intrattenere, lo sa fare adattandosi al mezzo che utilizza, e utilizzandolo con intelligenza». Anche se comincio a pensare che dopo un po’ il vip sul web si faccia prendere troppo la mano: il meccanismo è perverso, perché dà alle persone comuni l’illusione di un’interazione diretta e al vip le “coccole” delle reazioni immediate di centinaia di fan. Solo che poi arrivano anche le critiche e il meccanismo si incrina. E’ come se uno si risentisse, pensasse: «Ma come, io sto con voi su Twitter e voi mi criticate pure»?
Ed è proprio della critica che vorrei parlare un po’: esiste ancora? Perché il panorama a me sembra desolante. Mi pare che l’interazione fra giornalismo e tv sia ormai talmente drogata da rapporti personali e da uffici stampa abilissimi che si riesca a distinguere con difficoltà l’apprezzamento o la critica sinceri da quelli, invece, che hanno motivazioni “altre”, fosse anche un banale “quieto vivere”. O meglio, a guardar bene si distinguono. Ma bisogna proprio farci attenzione.
C.B.: Il terreno è scivoloso. Conosciamo tutti la situazione della nostra realtà mediatica, in cui politica, divismi e informazione vanno spesso a braccetto. (A volte penso che quando cadono i governi, dovrebbero cadere anche tutte le penne che ne hanno raccontato le vicissitudini!)
Tuttavia, credo che con la moltiplicazione delle fonti, se pensiamo a blog come il vostro, a Twitter e al flusso di informazioni che circolano in rete, non siano più così centrali le figure dei critici tradizionali, quelli della carta stampata.
L’opinionismo è ormai materia diffusissima in rete. Oltre 20 milioni di italiani si esprimono, commentano fatti ed eventi tutti i giorni sui social network e filtrano e riflettono su informazioni e giudizi. Tutto l’emisfero informazione sta cambiando: come per il giornalismo dal basso, la satira dal basso, anche le critiche arrivano sempre più dal basso, dai telespettatori, dai tweet in diretta.
Abbiamo critici televisivi molto acuti in Italia, a cui noi addetti ai lavori ci affidiamo con rispetto ed attenzione ma credo che ormai anche questa funzione sia stata un po’ assolta dalla rete.
E’ bene allargare gli orizzonti e dare spazio anche ai blog che con duro lavoro, osservazione ed esperienza si costruiscono, contatto dopo contatto, un’autorevolezza che vale più di un tesserino o affiliazioni.
Abbiamo potuto confrontarci con Fiorello a Tv Talk solo perché dalla rete qualcuno aveva avuto il coraggio di criticarlo!





Lunedì sera, 21 novembre 2011, dal televoto del pubblico al Grande Fratello 12 è stato eliminato Filippo Pongiluppi. L’albergatore riminese, che nella casa ha stretto un forte legame di amicizia con Luca Di Tolla e si è trovato in mezzo ad una sorta di triangolo con Ilenia Pastorelli e Floriana Messina, ha risposto alle domande di TvBlog. Pacato e disponibile rispetto a come lo abbiamo visto durante il suo breve periodo all’interno della Casa, Filippo ha risposto anche alle notizie che lo danno ex della chiacchierata Nicole Minetti conosciuta, ammette, quando ancora era “una semplice e bella ragazza e nient’altro” e abitavano nella stessa città.
Ti aspettavi di essere eliminato lunedì sera? Nel gruppo dei nominati forse c’era qualcuno, come per esempio Valeria, che per poca notorietà o per quanto aveva fatto vedere in casa, era data per sicura eliminata dal pubblico…
“Durante la settimana non me lo aspettavo, poi i ragazzi all’interno della casa avevano stilato una classifica di quelli che secondo loro erano i concorrenti più vicini all’eliminazione e io non risultavo tra i primi. E’ stato un fulmine a ciel sereno per me e forse anche per loro”.
Ti senti una sorta di vittima sacrificale? Avevi capito che saresti uscito?
“Devo dirti la verità, durante la puntata avevo avuto qualche presagio, come qualcosa interiormente che mi dicesse.. Filippo, potresti essere tu ad uscire…”.
Non sei stato aiutato neppure da quanto avvenuto in puntata perchè erano in scaletta immagini nelle quali litigavi, dove inveivi con Mirko e con altri, argomenti che non ti hanno certo agevolato…
“E’ stato un caso. Sono emersi solo degli aspetti del mio carattere e probabilmente durante il mio percorso non ho avuto il tempo di mettere in mostra tutto il resto. Me ne dispiaccio, ma sapevo che andare al GF voleva dire anche questo. Logicamente se fossi rimasto tra i non nominabili non sarei uscito lunedì, ma evidentemente il GF ha pensato che in quella settimana non si dovesse trovare un cosiddetto colpevole ma lo eravamo tutti. E siamo andati tutti in nomination, con la conseguenza della mia uscita”.

Nella quarta puntata di Grande Fratello 12, condotto da Alessia Marcuzzi ieri su Canale 5, è stata eliminata in ballottaggio con Gaia Elide Bruschini, Claudia Letizia. La Mamma Burlesque come ormai è stata definita da quando è entrata nella casa più spiata d’Italia, ha spiegato a TvBlog il motivo per cui secondo lei è stata esclusa con un’alta percentuale, accusando soprattutto di bigottismo chi l’ha criticata fuori per il suo lavoro. Nella casa ha legato con Filippo, Rudolf, Valeria e Luca, in sostanza un mix dei due gruppi formatisi la scorsa settimana e infine per il futuro Claudia si augura di poter diventare un’attrice come Sophia Loren, alla quale si ispira.
Grande Fratello 12 - Fotogallery Quarta Puntata




Ti aspettavi di essere eliminata?
“In realtà sì, me l’ero un po’ chiamata perchè non avevo più tanta voglia di stare lì dentro. Non mi piaceva il gruppo, la volgarità che c’era in casa. Una situazione talmente pesante che mi ha portato negli ultimi giorni, come avete visto, ad esplodere. Forse se fossi rimasta avrebbero chiamato l’esorcista…”
Sei uscita dalla casa con ben l’80% di non preferenze. Non sei proprio piaciuta al pubblico?
“Sicuramente il motivo credo sia stato che faccio il Burlesque e questa cosa fa scandalo. Forse qualcuno mi ha voluto punire, poi magari hanno ‘azzuppato’ il pane perchè negli ultimi giorni mi sono lasciata andare e quindi alla fine mi hanno fatto uscire”.
Dici che la causa della tua eliminazione è il tuo lavoro. In tal senso cosa ti senti di rispondere a chi in questi giorni ha affermato che il Burlesque è volgare tanto quanto un film pornografico?
“Secondo me chi lo dice non ha mai visto un film porno, oppure uno spettacolo di Burlesque, oppure è represso”.

Come sta la fiction italiana anche e rispetto a quella d’oltreoceano: perché non riusciamo per esempio a fare grande serialità come gli americani?
Noi veniamo da una impostazione molto vecchia, in Italia è sempre stato difficile pianificare in maniera imprenditoriale vera il meccanismo che porta alla produzione della fiction, va detto però che la situazione negli altri paesi europei non è che sia molto diversa. Si sta iniziando solo adesso a fare qualche cosa pianificando un anno prima i progetti, in modo da svilupparli, mettendo budget e quant’altro. Per quanto riguarda la scelta dei temi, per anni abbiamo pensato a prodotti che potessero andare bene da noi, ma che poi avevano difficoltà ad entrare nel mercato estero. Abbiamo poi in Italia un mercato molto ristretto con praticamente solamente due broadcaster, parlo di Rai1 e Canale5, che trasmettono fiction.
Passando agli Stati Uniti ?
Parlando degli Stati Uniti è tutto più semplice. Loro avendo un bacino di pubblico sterminato hanno la possibilità di ottimizzare al meglio i costi e serie particolari, che qui in Europa sarebbe difficile produrre come per esempio Six Feet Under, là vengono prodotte con anche un buon seguito di pubblico, perché appunto essendo così ampio il bacino si trova sempre una fetta di telespettatori sufficientemente ampia che lo gradisce e che fa guadagnare chi la produce. Se pensa poi che si possono comprare serie americane a 30/40 mila euro a puntata, che sono magari prodotti che costano 2 o 3 milioni di euro a puntata, capisce quanto convenga poi alla fine ad un broadcaster comprare questi tipi di prodotti, a costi che noi come case di produzione non riusciamo a fare per le nostre produzioni
Un mercato quello americano che è diverso dal nostro, quali sono le differenze fra il loro mercato ed il nostro ?
L’attesa è finita: il primo game show dedicato a Ben 10 è in arrivo. I piccoli fan sono pronti a mettersi alla prova su tutto quello che riguarda l’eroe capace di trasformarsi in svariati alieni grazie all’orologio Omnitrix. Lui sarà il vero protagonista del nuovo programma “Ben 10 Ultimate Challenge”, a partire da domani 14 ottobre ogni venerdí alle 19.40 su Cartoon Network.
Per l’occasione abbiamo raggiunto il conduttore Manolo Martini, volto amato dai bambini, già presentatore del programma “Trebisonda”, una delle chicche della tv dei ragazzi di Raitre non più in onda. Manolo è entusiasta della sua nuova avventura anche perchè Ben 10 “è una vera star mondiale”. Con lui abbiamo parlato di game show per ragazzi, della tv che ha lasciato il segno, e dei suoi gusti in fatto di programmi per ragazzi.
Immagino che il personaggio di Ben Tennyson appassioni anche te altrimenti non ti saresti buttato in questa avventura di “Ben 10 Ultimate Challenge”. Secondo te qual è il segreto del successo di questo eroe a cartoon?
“Il segreto di Ben, come si dice a Roma, è che “è uno di noi”. La sua simpatia, la sua spontaneità e il suo DNA da eroe hanno fatto breccia nei cuori dei ragazzi di tutto il mondo. I numeri di Ben 10 sono impressionanti, è una vera star mondiale!”
Ormai sei un esperto di game show indirizzati ai ragazzi. Secondo te come si sono evoluti i game show per ragazzi in questi ultimi anni? Penso a “Music Gate”, “Wannadance” e al più recente “Social King”.
“Indubbiamente, sulla scia di “Amici,” il trend di programmi a carattere musicale - danzereccio ha preso il sopravvento. Sia “Music Gate” che “Wannadance” sono ottimi prodotti che meritano il successo che hanno avuto.”Social King” ha tentato qualcosa di nuovo e forse deve maturare un po’ come show, sono curioso di vedere questa nuova edizione. Catturare l’attenzione del mondo teen oggi è davvero una grande sfida: in bocca al lupo ad autori, produttori e…conduttori!”
Da Trebisonda della Rai a Ben 10 Ultimate Challange su Cartoon Network. Raccontami com’è lavorare con la Rai rispetto a come si lavora per un canale satellitare. Punti positivi e negativi.
” ‘Trebisonda’ era un programma in diretta quotidiana che si svolgeva negli storici studi Rai di Torino: da Baudo a Conti da Frizzi e Licia Colò, tutti i grandi conduttori hanno calcato quella scena. Cartoon Network è un brand mondiale leader nel settore Kids. Punti positivi e negativi? Sono entrambi grandi editori e il livello di produzione è il top standard. Lavorare con la Rai vuol dire lavorare immersi nella storia della tv, lavorare con Cartoon Network vuol dire lavorare nel futuro della tv…una nota da italiano: alla mensa Rai ho mangiato meglio che alla mensa degli studios di Londra.”

Real Time, dopo l’approdo sul digitale terrestre, è diventato un punto di riferimento per molti teleappassionati. Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare uno dei volti più amati della rete, Paola Marella, architetto e agente immobiliare protagonista di Cerco casa…disperatamente e Vendo casa…disperatamente. Con lei abbiamo avuto il piacere di fare una lunga chiacchierata che, oltre a darci conferma della sua simpatia, ci ha fatto scoprire dei gustosi e inaspettati “dietro le quinte”, come quello sul divorzio da Andrea Castrignano, ex collaboratore di Vendo casa che oggi debutterà su La5 con un programma molto simile. E inoltre, per i lettori di TvBlog, ecco tutta la (triste) verità sul suo celebre ciuffo bianco.
La vediamo in onda con Cerco casa e Vendo casa. Può raccontare ai nostri lettori com’è iniziato il suo percorso televisivo?
E’ iniziato tutto proprio per caso. Nel 2005 c’è stata una grande crisi del settore immobiliare e io avevo purtroppo molto più tempo libero. Qualche tempo dopo una mia amica che lavorava in Endemol mi ha contattata per chiedermi se mi andava di presentarmi ad un casting e sono piaciuta. Mi hanno offerto un contratto di tre mesi per realizzare le sei prime puntate, sono andate molto bene e da lì altri tre mesi, poi sei, poi nove…e siamo arrivati anche al Vendo casa, che è nato un po’ come “spin-off” del Cerco casa, anche se in realtà con un concetto molto diverso. Se il Cerco casa è un programma più aspirazionale, dove tutti un po’ sogniamo – io per prima! Quando vedo certe case immagino di poter vincere al Superenalotto – e dove vengono mostrate belle cose, nel Vendo vengono mostrate case che potrebbero essere di chiunque di noi, case normali, dove interveniamo con dei piccoli consigli che alla fine non sono nemmeno particolarmente costosi. E’ un programma alla portata di tutti insomma.
Nel corso degli anni infatti Cerco casa è cambiato notevolmente e ora si vedono quasi esclusivamente budget elevatissimi. E’ cambiata la “richiesta di aiuto” o c’è stata proprio la volontà di differenziare i due programmi?
Sì, è stata la nostra volontà. Con l’arrivo del Vendo casa abbiamo cercato di rendere diversi i due concept, puntando ad una clientela più “alta” nel Cerco casa e cercando di renderlo più un programma da sogno, come dicevo prima, girando in posti molto belli e mostrando anche scorci di paesaggi eccetera. Abbiamo mantenuto invece delle case alla portata di tutti nel Vendo casa, case normali.
E anche il target a cui si rivolgono i due programmi è diverso?
No, credo che la rete abbia semplicemente voluto differenziare i programmi. Chi segue uno segue anche l’altro solitamente, lo vedo spesso anche quando la gente mi riconosce e mi ferma.
Una domanda che si fanno in molti (e non solo riguardo a Cerco e Vendo casa): è tutto vero quello che vediamo in onda?

Lunedì e martedì prossimo, 26 e 27 settembre, alle 21.00 su Rai1 andrà in onda in prima serata la fiction “Il Campione e la Miss” con Luca Argentero nei panni del pugile Tiberio Mitri. La messa in onda della fiction, inizialmente prevista il 6 e 7 marzo scorso, è stata l’occasione per portare su TvBlog l’attore arrivato in Tv per la prima volta in un reality ed ora dal talento ormai riconosciuto. Luca Argentero si racconta quindi con entusiasmo a TvBlog, di cui si dichiara lettore, svelandoci i punti di forza ed i ricordi del “Campione e la Miss” e lasciando ancora un punto di domanda su “Le Iene”, dove potrebbe essere al fianco di Ilary Blasi con Enrico Brignano dal 5 ottobre per 8 puntate.
E’ passato veramente ormai molto tempo dalla realizzazione della fiction “Il Campione e la Miss”, a giorni finalmente in onda su Rai1. Quale è il ricordo indelebile legato alla realizzazione di questa fiction?
“Il ricordo della vita sul set e di quei 3 mesi in Argentina, è indelebile. Ero dall’altra parte del mondo con un gruppo metà italiano e metà argentino che si è amalgamato benissimo. Ricordo un paio di grigliate cucinate dagli argentini assolutamente indimenticabili. La vita da set è uno degli incredibili privilegi di questo mestiere. In questo lavoro fatto di passione c’è anche la grande fortuna di poter riuscire a stringere ottimi rapporti con gli altri attori, con il regista e lo staff e poter passare magari, come in questo caso, 3 mesi dall’altra parte del mondo. ”
Cosa ha significato per te dare volto ed anima ad un campione come Tiberio Mitri?
“E’ stata per me una grossa sfida. L’idea di affrontare una biografia è straniante perché tutto il lavoro che solitamente si fa su un personaggio, viene fatto immaginandolo. Il passato di un personaggio nelle sceneggiature, solitamente non è scritto. In questo caso invece si parla di una persona realmente esistita e di una storia vera quindi ci sono dei paletti da rispettare ma anche molte informazioni e documenti da cui attingere che rendono molto interessante lo studio del personaggio. E’ sia un privilegio che una responsabilità.”
Si è parlato anche di costole rotte durante le riprese. Come ti sei preparato fisicamente?
Oggi, lunedì 12 settembre 2011, cominciano le riprese della nuova produzione Mediavivere “Le tre rose di Eva“, prevista su Canale 5 nel 2012 per 12 serate. I protagonisti saranno Anna Safroncik e Roberto Farnesi e attorno a loro ruoteranno una ventina di altri personaggi ognuno con un ruolo ben definito. Abbiamo incontrato il direttore fiction di Endemol Italia Massimo Del Frate per farci raccontare in anteprima come sarà questa nuova fiction di cui inizialmente si era parlato come una supersoap da prime time. Il dirigente inoltre ci ha parlato degli imminenti “Un amore e una vendetta” con Alessandro Preziosi ed Anna Valle a metà ottobre su Canale 5 e “La donna che ritorna” con Virna Lisi su Rai 1. Infine per il futuro, Endemol sta lavorando un progetto da 6 puntate per Rai 1 dal nome “Rosso San Valentino“, ambientato nel mondo della cosmetica.
Lunedì 12 settembre iniziano le riprese de “Le tre rose di Eva”, una produzione di Mediavivere in 12 serate da 80 minuti l’una. Quali saranno i protagonisti di questa lunga storia?
“C’è un cast di 22 attori di cui due protagonisti assoluti, Anna Safroncik e Roberto Farnesi. Gli altri, ognuno con una storia a sé molto significativa, sono nell’ordine Barbara De Rossi, Giorgia Wurth, Karin Proia, Paola Pitagora, Luca Capuano di Centovetrine, la nostra nuova scoperta Rocco Giusti e Licia Nunez (Vivere). Poi ci saranno Fiorenza Marchegiani , Victoria Larchenko, Luca Ward, Elisabetta Pellini (a breve anche in Un amore e una vendetta), Stefano Abbati, Paolo Maria Scalondro, Alfredo Pea, Edoardo Sylos Labini (Dov’è mia figlia), Sara D’Amario, Giulio Pampiglione e Francesco Arca (Ho sposato uno sbirro 2) . Inoltre, e ne siamo molto contenti, potremo contare su Kaspar Capparoni come guest star. Un cast quindi molto composito con attori che provengono da esperienze diverse ma ognuno noto per uno specifico motivo”.
Un cast imponente. Ma di cosa parlerà questa serie?
“Il genere appartiene al melò thriller. Ci saranno grandi passioni e grandi intrighi a tinte molto forti. E’ ambientato in Toscana e protagoniste sono due grandi famiglie produttrici di vino e rivali tra loro. Il tutto nasce con un antefatto 8 anni prima: Aurora (Anna Safroncik) è accusata di aver ucciso il padre del suo amato, Alessandro Monforte (Roberto Farnesi). Scontata la pena e uscita dal carcere i due ex amanti si incontrano e dovranno scoprire la verità su chi ha ucciso il padre del nostro protagonista e capire se il loro amore è ancora vivo. In questa fase avranno contro tutti perché intorno a loro ci sarà un misterioso complotto che vuole vederli sconfitti.”

Riparte fra poche ore, alle 14.10 su Rai1, una nuova stagione di Verdetto Finale con Veronica Maya. Dopo una estate di repliche, il programma torna oggi in onda con le nuove puntate lasciando la collocazione mattutina da 30% di share per spostarsi nel temutissimo slot del primo pomeriggio. TvBlog ha contattato Veronica Maya, che quest’anno sarà al timone del programma per una quarta volta un po’ speciale. La conduttrice ci racconterà infatti le novità di queste puntate inedite ma anche le emozioni ed eventuali preoccupazioni della sua gravidanza in corso, tanto felice quanto chiacchierata.
Siamo ai nastri di partenza della quarta edizione di Verdetto Finale. Cosa rappresenta per te questo programma?
“Verdetto Finale è una creatura che credo di poter dire mi appartiene perché è nata con me. E’ diverso rispetto ad altri programmi che ho condotto, come ‘Unomattina’, lo ‘Zecchino D’Oro’ o ‘Linea Verde’, perché lì c’era stato qualcuno prima di me e altri lo hanno condotto dopo di me. Quando invece un programma nasce e arriva al successo con te, anche tra tanti scetticismi, si crea un rapporto conduttore/programma ovviamente molto particolare.”
Per questo quarto anno la rete ha scelto di far traslocare il tribunale di Verdetto Finale dal mattino al pomeriggio. Con che stato d’animo affronti questa nuova sfida?
“Al quarto anno è una promozione, una sfida su un terreno non facile che voglio però affrontare. Sarebbe stato da codarda scegliere di mollare pensando solo alle difficoltà, ai competitor come Maria de Filippi e “Forum” o a tutto il resto. Io mi butto in pista con l’incoscienza che mi caratterizza ma anche con la consapevolezza che “Verdetto Finale” sia una bella Ferrari che per 3 anni ha fatto grandi numeri. E’ chiaro che l’ansia c’è ma sottoforma di sana adrenalina. Io poi eseguo gli ordini. Se a Rai1 hanno pensato che Verdetto Finale possa avere i numeri per competere con la concorrenza e far da apripista al palinsesto del pomeriggio, vuol dire che avranno fatto bene le loro considerazioni. Io per quanto onorata o spaventata, eseguo… sperando ovviamente vada bene.”
Non ti preoccupano i risultati fatti al pomeriggio dalle repliche estive ?