
Due settimane fa è nata mia figlia Alice, la prima figlia. Ho comunicato agli amici di TvBlog che sarei stato assente un pò di tempo, per questo straordinario motivo, dalle pagine del portale - mio malgrado - per poter seguire meglio la nuove incombenze casalinghe e dedicare tutto il tempo libero alla nuova arrivata. Non che non avessi più idee da condividere, certo, ma ritenevo giusto concedere le attuali priorità completamente alla mia famiglia.
Prima di oggi.
In mattinata, infatti, presso il mio domicilio si sono presentati due ufficiali di Polizia per notificarmi una denuncia per diffamazione a mezzo sistema informatico (violazione art. 595 C.P. 3° comma, denuncia effettuata da un noto giornalista televisivo), per un post scritto all’inizio dell’anno scorso sul mio blog personale (letto, all’epoca, da una persona al mese… si e no).


Floris e gli ospiti D’Alema, Bianco ma, soprattutto, Davigo ascoltano in un imbarazzante silenzio. D’istinto, a casa, mi viene da gridare, come si fa durante gli incontri di boxe… per incitare qualcuno a “dire qualcosa di sinistra“.

Attenzione: sottolineo libertà di stampa, non politica o civile. Sembra una precisazione superflua, ma…

Costretto a letto da una maledetta influenza, sono purtroppo dovuto rimanere per lunghi giorni troppo lontano dalla Redazione di TvBlog e - contemporaneamente - troppo vicino ai palinsesti pomeridiani. Mi si è svelato, così, all’improvviso davanti agli occhi un mondo inedito e sconclusionato, sempre ridanciano e lontano anni luce dai ricordi di adolescente… fatti di documentari, giochi e tanti cartoni animati.
Per motivi di lavoro, ovviamente, da diversi anni non avevo più avuto modo di esplorare la variopinta kermesse dell’offerta televisiva feriale; mi sono trovato proiettato improvvisamente ai tempi delle Isole, delle Talpe, di Vips più o meno falliti e del famigerato nuovo che avanza. Devo confessare che per il debilitato convalescente le scelte rischiano di apparire spesso insostenibili e angoscianti: mi sono trovato infatti a dover decidere se seguire i commenti all’intervista di Costanzo alla Lecciso o il dramma di padre vissuto da Al Bano, mentre su altri lidi spopolavano le gravidanze delle starlettes e le ultime televendite.


Leggo sul Venerdì di Repubblica (del 16 settembre scorso) lo sfogo di Giovanni Minoli, Direttore di Rai Educational e conduttore de La Storia siamo Noi. Minoli lamenta il fatto che nonostante i lusinghieri risultati (30% di share nella fascia, 230 puntate di successo trasmesse nel corso dell’ultimo anno) il suo programma quest’anno è stato spostato da RaiDue a RaiTre. Il motivo? “Oggi, a scuola, si parla di storia regionale“.
“Mi pare un’operazione solo politica” - risponde Minoli alla incomprensibile scelta editoriale - “la storia è sempre regionale, ma non può perdere il suo contesto nazionale, se non rischiando di perdere anche significato. Il successo della storia in tv è frutto (…) dell’esigenza di sapere liberamente. Ma forse su RaiDue, al nostro posto, vedremo queste storie regionali…“.
La contestazione appare ulteriormente pretestuosa se si considera anche che Minoli ha organizzato, per il prossimo dicembre, un convegno a Roma su La Storia in Televisione a cui parteciperanno network da tutto il mondo. Inoltre, per il prossimo inverno, la linea editoriale del programma di RaiEdu prevede un’analisi contemporanea anche su alcuni fenomeni sociologici prettamente televisivi, come il caso Vermicino, e l’ambizioso tentativo di raccontare un libro di successo attraverso la docu-fiction.
Chissà se i vertici di RaiDue ritengono maggiormente pedagogica L’Isola dei Famosi o Stracult, attualmente in palinsesto il lunedì nella stessa fascia occupata - su RaiTre - da Minoli. Considerato il tipo di format, è da ritenersi sicuramente più aderente ad una puntuale e necessaria informazione sulla storia regionale?

Da veri appassionati di TV, cerchiamo sempre di centellinare ogni programma - ritenuto quantomeno interessante - per poterlo raccontare e commentare. Laddove non ci è possibile, per sovrapposizione di eventi o impossibilità fisica di presenziare alla messa in onda, troviamo un valido aiutante nel caro e vecchio videoregistratore. Ma quando, per qualsiasi motivo indipendente dalla nostra volontà, non siamo riusciti in nessun modo ad seguire o a catturare quelle immagini: cosa possiamo fare?
Questo è il racconto di una piccola ma indicativa odissea personale, vissuta rincorrendo una replica. Ecco come si comportano alcune emittenti di fronte alla nostra disperazione…

[Posted by Nick]
Le notti berlusconiane offrono, spesso, alcune perle tratte dall’archivio - relativamente limitato essendo nato nel 1978 - della televisione commerciale italiana. Ieri e Oggi in TV, questo il titolo della trasmissione, ripropone durante la nottata del sabato alcune versioni integrali di titoli cult andati in onda più di venti anni fa (da “I sogni nel cassetto” - del 1979 - primo quiz Bongiorniano ‘off-rai’ a “Drive In“).
Sabato scorso, dall’1 di notte ho tenacemente seguito la replica di “Vota la Voce 1982″, spettacolo condotto da Pippo Baudo e Claudio Ceccetto dal palasport di Bologna (quello di Piazza Azzarita, dove la Virtus avrebbe rivinto lo scudetto di lì a poco) e occasione annuale di consegna dei Telegatti musicali, assegnati con un referendum dai lettori di Sorrisi & Canzoni TV e offerti dal mitico Direttore Gigi Vesigna.
Gli ospiti della trasmissione, protagonisti delle hit-parades di quell’estate, erano tra gli altri il mitico Paolo Mengoli, Marcella (Bella), Ivan Cattaneo, Ph.D., Albano e Romina (senza la Lecciso), Antonello Venditti e tantissimi altri. Oltre alla valenza di cui godevano all’epoca i telegatti, salta subito all’occhio dello spettatore contemporaneo le performances canore (grottescamente accennate in un palese playback) e l’atmosfera poco televisiva, con riprese improbabili, luci da sagra paesana, molta improvvisazione e il nome del negozio - sponsor strumentale - appiccicato in modo approsimativo sulla pianola dell’artista (per l’occasione, La Casa dell’Orchestra di via Azzurra 56!). Altri tempi.
Mentre ripensavo con molta nostalgia (e commozione) alla canzone di Giuni Russo e alla recente scomparsa dell’artista, Cecchetto ha presentato Pierangelo Bertoli e la sua “Caccia alla volpe”. Durante l’esecuzione del brano, mi era parso di aver notato uno spiacevole atteggiamento registico, confermato dall’uscita di scena dell’artista: non era mai stata ripresa la sedia a rotelle! Per circa metà della durata del brano, Bertoli è stato inquadrato in modo fisso (e irriguardoso) da una telecamera posteriore, situata a diverse decine di metri di altezza, mentre per i primi piani il cameraman dal fronte-palco si è spostato dietro un pianoforte, che permetteva di scorgere solo le spalle di Pierangelo e il volto. Incredibile.
In un attimo il 1982, televisivamente e culturalmente, è diventato un’era giurassica. Almeno in questo abbiamo fatto qualche passo in avanti.

[Posted by Nick]
Le notti berlusconiane offrono, spesso, alcune perle tratte dall’archivio - relativamente limitato essendo nato nel 1978 - della televisione commerciale italiana. Ieri e Oggi in TV, questo il titolo della trasmissione, ripropone durante la nottata del sabato alcune versioni integrali di titoli cult andati in onda più di venti anni fa (da “I sogni nel cassetto” - del 1979 - primo quiz Bongiorniano ‘off-rai’ a “Drive In“).
Sabato scorso, dall’1 di notte ho tenacemente seguito la replica di “Vota la Voce 1982″, spettacolo condotto da Pippo Baudo e Claudio Ceccetto dal palasport di Bologna (quello di Piazza Azzarita, dove la Virtus avrebbe rivinto lo scudetto di lì a poco) e occasione annuale di consegna dei Telegatti musicali, assegnati con un referendum dai lettori di Sorrisi & Canzoni TV e offerti dal mitico Direttore Gigi Vesigna.
Gli ospiti della trasmissione, protagonisti delle hit-parades di quell’estate, erano tra gli altri il mitico Paolo Mengoli, Marcella (Bella), Ivan Cattaneo, Ph.D., Albano e Romina (senza la Lecciso), Antonello Venditti e tantissimi altri. Oltre alla valenza di cui godevano all’epoca i telegatti, salta subito all’occhio dello spettatore contemporaneo le performances canore (grottescamente accennate in un palese playback) e l’atmosfera poco televisiva, con riprese improbabili, luci da sagra paesana, molta improvvisazione e il nome del negozio - sponsor strumentale - appiccicato in modo approsimativo sulla pianola dell’artista (per l’occasione, La Casa dell’Orchestra di via Azzurra 56!). Altri tempi.
Mentre ripensavo con molta nostalgia (e commozione) alla canzone di Giuni Russo e alla recente scomparsa dell’artista, Cecchetto ha presentato Pierangelo Bertoli e la sua “Caccia alla volpe”. Durante l’esecuzione del brano, mi era parso di aver notato uno spiacevole atteggiamento registico, confermato dall’uscita di scena dell’artista: non era mai stata ripresa la sedia a rotelle! Per circa metà della durata del brano, Bertoli è stato inquadrato in modo fisso (e irriguardoso) da una telecamera posteriore, situata a diverse decine di metri di altezza, mentre per i primi piani il cameraman dal fronte-palco si è spostato dietro un pianoforte, che permetteva di scorgere solo le spalle di Pierangelo e il volto. Incredibile.
In un attimo il 1982, televisivamente e culturalmente, è diventato un’era giurassica. Almeno in questo abbiamo fatto qualche passo in avanti.

[Posted by Nick]
Eccoci di nuovo alla tastiera, reduci dalle ferie. In questi giorni di confusione mediatica, dettata soprattutto dalla ripresa di un preoccupante Campionato di Calcio, mi sembra che la TV non abbia compiuto particolari passi evolutivi. Sparo quindi immediatamente un Tubo Canonico, riguardante il fatto recente più paradossale che l’informazione abbia diffuso enfaticamente (smentendolo clamorosamente) su video e rotative. Ad ulteriore riprova che, come direbbe un filosofo, “la televisione mente” (al pari di tutti i media) e, ogni giorno, di fronte a qualsiasi news dovremmo tutti sentirci un pò presi per i fondelli.