
Cannes. Oggi è cominciato ufficialmente il MipTv, il mercato mondiale della televisione. Centinaia di persone di ogni lingua, colore, latitudine e longitudine si muovono freneticamente per gli stand del Palais du Festivals. Un unico denominatore li accomuna: trovare il format o la serie di successo dell’anno, per chi compra. Piazzare i propri prodotti, per chi vende. Gli altri, e sono molti, guardano.
Tra gli appuntamenti irrinunciabili del MipFormat e del MipTv ci sono le presentazioni di Virginia Mouseler, cofondatrice di The Wit, società di monitoraggio e analisi dei programmi televisivi diffusi in più di 30 paesi. Tra i programmi “più nuovi e interessanti” presentati oggi alla platea internazionale del MIPTV ci sono ben tre format italiani: TRASFORMAT, il game quotidiano condotto da Enrico Papi su Italia Uno, THE CALL il gioco basato sugli scherzi telefonici condotto da Teo Mammuccari sempre su Italia Uno e LADY BURLESQUE, da poco lanciato su Sky Uno.
Oltre ai “nostri” programmi, i format passati in rassegna in questi giorni sono molti. Ho accennato brevemente, nel precedente post, alle due ultime “creature” di Dick De Rijk per SevenOne International: YOU DESERVE IT e MONEY GRABBERS. Ora, passando dal game al factual entertainment, vi propongo alcuni nuovi programmi presentati da Virginia nelle due giornate dedicate al MipFormat.
In una Cannes assolata e primaverile, si è aperto ieri il MipFormats, un giorno e mezzo di conferenze, eventi e confronti tra produttori, creativi e responsabili di canali televisivi che lunedì 4 aprile saranno impegnati nel grande mercato televisivo mondiale che è il MipTv.
“La quiete prima della tempesta” è la prima immagine che mi viene in mente perché se oggi il confronto tra “televisivi” è molto sereno, conciliante, aperto, da domani comincia la frenesia, o meglio, la battaglia per vedere, comprare, vendere, opzionare per primi i diritti televisivi di quella chimera che oggi è semplicemente al centro della discussione: il format.
Comincio dallo studio che è stato presentato ieri, in apertura del MipFormats, da David Jenkinson, direttore di C21Media, società inglese che si occupa di monitorare il mercato televisivo internazionale: una ricerca, svolta tra febbraio e marzo di quest’anno e che ha coinvolto 234 produttori di tutto il mondo, per capire quali sono le tendenze del mercato televisivo dei format per il prossimo futuro.
Riassumo qui, schematicamente, i risultati più significativi.

Stefano Orsucci (nella fotografia), 47 anni, da 22 attivo in televisione, è passato lo scorso 13 settembre dalla direzione di Sky Uno alla direzione dell’ufficio creativo di Magnolia per lo sviluppo dei nuovi format televisivi.
La domanda sorge spontanea: perché passare dalla direzione di Sky Uno al gruppo Magnolia?
“Perché ho lavorato 22 anni in tv e sempre per delle emittenti. Ho iniziato con Video Music, che allora era la prima tv musicale in Europa, poi ho lavorato come redattore, producer e autore per Mediaset. Sei anni a Mtv Inghilterra, poi Mtv Italia e infine Mtv Spagna. Tre anni a La 7 e quattro anni a Sky. Lavorare per un’emittente significa avere un unico editore e un target ben preciso. Ormai la tv non è più fatta dalle 7 o 8 reti generaliste, ci sono mille canali tra satellitari e digitali terresti e, dunque, mille sfide. Passare da un’emittente a una società di produzione è un’occasione e una sfida, un modo per mettermi nuovamente in gioco e ampliare gli orizzonti. Con una certezza: Magnolia oggi è una delle case di produzione più moderne e di ampio respiro e Giorgio Gori è un manager con le idee molto chiare, sia dal punto di vista imprenditoriale che creativo…una rarità!”
Sotto la tua direzione, Sky ha ampliato la proposta di programmi di intrattenimento con la realizzazione del “Fiorello Show” e del talent della Cuccarini “Vuoi ballare con me”, del quiz “Sei più bravo di un ragazzino di quinta?” fino alle edizioni italiane di “Italia’s Next Top Model” e di “Cambio moglie”. Qual è il tuo primo impegno per Magnolia?
“Cercare, creare, sviluppare un programma di prima serata per la tv generalista che sia davvero nuovo perché si continuano a fare gli stessi show da anni…a parte “X Factor” (format della FreemantleMedia prodotto in Italia da Magnolia ndr.).

Nella televisione moderna abbondano i talent show, da quelli di Simon Cowell (”X Factor“, “Italia’s Got Talent“) a quelli nostrani di successo come “Amici” ideato da Maria De Filippi, a quello che Milly Carlucci presenterà a dicembre con il titolo di “Chorus” sulla scia del successo planetario della serie “Glee”, a quelli ancora tipo “Vuoi ballare con me?“, condotto da Lorella Cuccarini su Sky. Tanto per citarne alcuni.
Qualche giorno fa, navigando in rete e poi andando a cercare anche in televisione via satellite, mi è capitato di seguire una nuova formula di talent, “The voice of Holland“, che viene trasmesso con enorme successo dalla rete olandese RTL 4. Si tratta di un talent show sullo stile di “X Factor” o “Italia’s got talent” con dei giurati che devono decidere se un cantante è idoneo o no premendo un pulsante, ma la vera novità che per ora lo rende unico nel suo genere è un’altra.
Durante la versione con i provini in onda, i giudici devono decidere quali saranno i cantanti-concorrenti che si sfideranno tra loro per ottenere la vittoria finale e per farlo dovranno vederli esibire sul palco. O meglio, sentirli esibire. La vera novità di “The voice of Holland”, ideato da quel genio che è John De Mol con la sua Talpa Media, è data dal fatto che i giudici mentre il cantante si esibisce sono girati di spalle e non possono avere contatti con il partecipante nè prima nè durante la messa in onda.
Solo quando uno dei trainer preme il pulsante, automaticamente si gira la poltrona e il giudice può finalmente vedere in viso chi ha scelto nella propria squadra. Una novità, perchè in questo caso fenomeni come Susan Boyle o Carmen Masola, potrebbero davvero emergere. Ne è la prova che alcuni di questi concorrenti scelti non siano proprio degli adoni o delle sex symbol ma siano dotati di un’ugola d’oro che piace.
Continua a leggere: The Voice of Holland, il talent show dove i giurati sono girati di spalle
Vi piacciono i game show e siete fans della Gialappa’s Band? Direttamente dal gruppo di Facebook Parlomat vogliamo presentarvi un pilota per un nuovo divertente e originale gioco che ci si augura possa andare presto in tv. Si tratta per l’appunto di Parlomat perchè, come in un bancomat, uno pseudo-concorrente parlando, dovrà racimolare più denaro possibile.
Tutto ruota all’interno di un piccolo studio, appunto il Parlomat, dove il questuante, ossia un partecipante accetta di essere preso di mira dai terribili ragazzacci della Gialappa’s Band pur di raccogliere più denaro possibile. Sostanzialmente, ogni concorrente chiede una cifra che vuole raggiungere per un sogno, un desiderio, un oggetto o una necessità e comunica al pubblico a casa un numero di telefono che appare in sovraimpressione.
A quel punto, ogni telespettatore può donare un euro alla volta per aiutare il malcapitato, mentre allo stesso tempo questi viene massacrato dalle prese in giro ficcanti dei tre ragazzi di Mai Dire. Ma attenzione: ogni concorrente è dotato di cellulare e deve tenerlo obbligatoriamente acceso perchè, se sfortunato nel ricevere una chiamata mentre sta giocando, non solo perde tutto il denaro accumulato ma deve anche far parlare l’interlocutore con la Gialappa’s che certamente non è benevola….
Continua a leggere: Parlomat: con la Gialappa's Band la presa in giro...paga

Wipeout, il game a metà tra il nostro Giochi senza Frontiere e il datato Mai Dire Banzai commentato vent’anni fa dalla Gialappa’s Band è un successo in tutto il mondo. Ve ne avevamo parlato qualche mese fa in occasione della presentazione da parte di Luca Tiraboschi della stagione primaverile di Italia 1 nella quale il direttore della rete annunciò questo format insieme ad altri che sarebbero arrivati da gennaio 2009 in avanti, come Wags Boutique, Twenty Questions e Big in Japan.
Da allora, forse per la crisi o forse per la mancanza di idee che sta invadendo la nostra televisione, pubblica e privata, di tutti questi format non c’è stata traccia. E sembra anche anche lo stesso Wipeout, di proprietà di Endemol, alla fine non sia stato venduto nè a Mediaset nè a nessuna tv del nostro Paese. In compenso, è appena stato trasmesso con successo sulla rete americana ABC con la sua seconda stagione (dopo essere andato in onda l’anno scorso e risultando il programma rivelazione) e ne verrà realizzata una terza. Il format è venduto in molti Paesi come l’Inghilterra (su BBC1 con oltre 4 milioni di telespettatori), Francia (su M6 dove ha totalizzato un debutto del 17% venerdì 17 luglio su una media di rete dell’11%) e Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Cile, Croazia, Danimarca, Germania, Medio Oriente, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia, e Turchia.
Ma cos’è Wipeout? Si tratta di un reality game nel quale 24 concorrenti si trovano a dover affrontare delle prove sempre più ardue con ostacoli di difficoltà crescente. I malcapitati protagonisti così, anzichè esibirsi solo in una sfida ad alta tensione, rischiano spesso di cadere nel ridicolo grazie alle inevitabili cadute, alle botte, ai ruzzoloni che fanno di Wipeout un mix di agonismo e divertimento gradito praticamente in ogni parte del mondo.
Dopo il salto, due filmati tratti dall’edizione americana di Wipeout, sperando che nel prossimo futuro il game possa approdare anche da noi.
Continua a leggere: Wipeout format di successo internazionale. Arriverà prima o poi su Italia 1?
Tornano anche i Nuovi Format di Successo firmati da Mimmo Lombezzi. Ecco il primo, Slurp
Finalmente un Format che dice pane al pane e vino al vino: Slurp! (sottotitolo: Nude-per-i-nostri-ascolti) è un programma scevro da ogni infingimento, un Format che non si vende come “inchiesta sociologica”,“programma di costume”, “Hei-ragazzi!”, ”Hei-ragazze!”, ”Rigagnolo”,“I-ciòfani-e-il-scesso!”, “Sos Patata!” etc. etc…
Slurp! dichiara paro paro l’obbiettivo del programma: mandare in onda un coacervo di quote rosa per fare ascolto. Aldo Grasso dirà:
Ma questo è un Teorema! Possibile che per fare ascolto occorra per forza trasmettere donne nude? Non avete proprio un’idea? Una novità che sia una ? Guardate la Gabanelli ! Essa fa ascolto trasmettendo la nuda verità ! Vergognatevi!
Argomenti vetro-comunisti & e catto-semiologici! Infatti, perché fare inchieste (che costano) quando il pianeta è pieno di tette, ricolmo di culi, l’energia rinnovabile della tv che va solo “attinta” dalla telecamera fra spiagge e discoteche?
Slurp! (Nude-per-i-nostri-ascolti) propone pertanto alle concorrenti di spogliarsi davanti a una telecamera cosi’, di brutto, senza neanche il pretesto di un calendario.
Spesso vi abbiamo anticipato dei format, i cosiddetti numeri zero, che via via venivano realizzati dalla struttura creativa di Gerry Scotti. Nuovi giochi che potessero dare un cambio (soprattutto nella fascia preserale) a Chi Vuol Essere Milionario, praticamente in onda ininterrottamente tutto l’anno se escludiamo la breve parentesi fuori garanzia di 1 contro 100. Oggi è stato realizzato un numero zero di 50:50 (tit. provvisorio), trasposizione italiana di un quiz il cui format originario è olandese.
Si tratta in sostanza di uno “spin-off” del Milionario. Tutti voi ricorderete che uno degli aiuti del celebre quiz del preserale di Canale 5 è proprio il 50 e 50 che toglie due risposte sbagliate tra le quattro disponibili al concorrente in gara. Ne è nato nella terra dei format, soprattutto quegli innovativi dei reality, un vero e proprio quiz che proposto come pilot a livello internazionale si candida a succedere in un prossimo futuro allo stesso Milionario.
Vediamo in breve come è strutturato il game show che si divide in due round. Giocano una coppia di concorrenti anche se poi i quesiti vengono fatti al singolo per un premio massimo che arriva a 55.000 Euro (va detto che stiamo parlando del format internazionale pertanto cifre e modalità nell’adattamento in onda potrebbero cambiare).
Continua a leggere: Nuovi format: Gerry Scotti farà scegliere tra 50:50
Cambia il preserale di Canale 5. Dal 7 maggio dal lunedì al sabato alle 18,50 arriva 1 contro 100, il nuovo gioco a quiz condotto da Amadeus, reduce da successi in molti Paesi del mondo.
Il game show, nato in Olanda nel 2000 con il titolo “Eèn tagen Honderd” va in onda infatti, con successo, in tutti e 5 i continenti: dall’Australia, agli Stati Uniti, dalla Germania alla Bulgaria, per arrivare in Vietnam e a Hong Kong. Sono ben 22 i Paesi al mondo in cui il format è trasmesso con risultati eccellenti.
La struttura del programma prodotto da Endemol Italia prevede un’arena da combattimento, un eroe solitario ed un muro da buttare giù a suon di risposte esatte, giocando contro 100 concorrenti per arrivare a vincere un montepremi di 200.000 Euro.
Vediamo di capire meglio il meccanismo del gioco.
Il gioco si basa su domande a risposta multipla. Ad ogni domanda è abbinata una somma di denaro che parte da 50 Euro per la prima fino a 1.000 Euro dalla decima in avanti.
Prima di tutto rispondono i componenti del “Muro”, in seguito il concorrente che dal centro dello studio affronta la sua sfida uno contro tutti, o meglio 1 contro 100.
Qualora il concorrente singolo risponda esattamente, elimina i giocatori del Muro che a loro volta hanno sbagliato e accumula la cifra abbinata moltiplicata per il numero di concorrenti eliminati.
Dopo ogni risposta esatta lo sfidante può scegliere “i soldi”, intascando, così la somma accumulata fino a quel momento, o il “Muro”, passando alla domanda successiva.
Continua a leggere: 1 contro 100, l'avvincente preserale di Canale 5
Sta succedendo qualcosa di molto grosso nel mondo televisivo. Qualcosa che non riesco a visualizzare bene e forse qualcuno può aiutarmi.
Da sempre i network televisivi hanno prodotto in proprio i programmi. Da circa un decennio, con l’avvento dei format, hanno cominciato a proliferare le case di produzione (in Italia Endemol, Magnolia etc…). I network hanno cominciato a produrre sempre meno e le case di produzione sempre di più, al punto di ingrandirsi talmente tanto da diventare soggetti economici rilevanti.
Fin qui nulla di particolare, se non per il fatto che gli assetti di molti gruppi economici sconfinano con le proprietà dei network.
Se, come sembra, Mediaset acquisterà Endemol, ci si troverebbe in una curiosa situazione. Infatti Endemol ha un contratto di minimo garantito di parecchi milioni di euro con Rai. Cosa succederà? Che Mediaset produrrà (anche indirettamente) programmi per il suo concorrente ?