Tutto sull’edizione 2010 del Festival di Sanremo condotto da Antonella Clerici

Dopo la prima parte pubblicata ieri, proseguiamo la nostra intervista con Gianmarco Mazzi, parlando della prossima edizione di Sanremo, sulla forza dell’idea rapportata al conduttore e su quanto possa contare ancora oggi una manifestazione come il Festival della canzone italiana. Parleremo poi di due altri progetti di Mazzi, ovvero “Due” il programma di Rai2 inventato con il direttore Massimo Liofredi. Ci racconterà cosa c’è dietro a questa iniziativa, con le idee future per le nuove coppie ed infine ci dirà come è nata l’idea della bella serata dall’Arena di Verona condotta da Antonella Clerici con gustose anticipazioni sulla prossima edizione. Buona lettura.
Qual è la vera forza di Sanremo ?
Dico sempre ai cantanti che secondo me Sanremo ha tre tempi. Il primo tempo è che dovete imparare a giocarvi bene tutto quello che precede la discesa in campo. Perché quel tempo ha un valore enorme per un artista, cioè da quando tu annunci il cast a dicembre alla prima serata del festival a febbraio, sei tempestato da interviste, pagine di giornali e settimanali, battage sul web, insomma è un periodo che ti permette di essere in vetrina e che tu devi cercare di utilizzare al meglio. Anche perché oggi quando esce un album nuovo al massimo ci sono tre righe su qualche giornale. Poi c’è la gara e lo ribadisco sottolineandolo, che lì si rischia, infatti come ho detto mai avrei immaginato che un artista come Enrico Ruggeri non potesse andare in finale, ma allo stesso tempo presenti la tua canzone ad un pubblico di 10 milioni di persone, quando normalmente un programma musicale non ne fa più di 2 o 3 quando va bene. Poi c’è il dopo e dico sempre agli artisti che partecipano al festival che in una società che vive cosi di fretta come la nostra, ma chi si può ricordare chi è arrivato secondo o terzo al festival? L’importante è il riscontro, come dicevo, nelle vendite e sulle radio.
Sta già pensando all’edizione numero 61 ?
Sanremo è una esperienza molto impegnativa che ti logora molto. C’è una parte ideativa e creativa su cui tu devi lavorare e poi c’è una parte organizzativa di grande impegno. Convincere gli artisti non è facile. Non ho ancora sciolto il dubbio se impegnarmi nuovamente o passare la mano per un anno e ritrovare le energie per l’anno successivo.
La Rai le ha già chiesto di occuparsi della prossima edizione ?
Veronese, direttore artistico delle ultime edizioni del Festival di Sanremo, è Gianmarco Mazzi l’ospite delle colonne del nostro TvBlog. Reduce dal successo della serata da lui ideata e realizzata in quel dell’Arena di Verona in cui si sono splendidamente affiancati il mondo della lirica e del pop, ci ha raccontato in questa intervista esclusiva i meccanismi del Festival di Sanremo, alcuni segreti della grande manifestazione canora, partendo dalla sua storia personale iniziata nel mondo del calcio svoltando poi in quello della musica complice l’incontro con Mogol. Un curriculum in cui, molto importante, è il nome di Adriano Celentano come scoprirete leggendo questa conversazione, davvero a 360 gradi. Buona lettura.
Gianmarco Mazzi è noto per la direzione artistica del Festival di Sanremo, da Bonolis a Panariello fino a quello della Clerici di quest’anno, ma della sua biografia si sa poco. Chi è Gianmarco Mazzi?
Sono partito in realtà dal calcio. Quando avevo vent’anni feci un corso per manager di società di calcio a Coverciano, con il grande Italo Allodi, rispondendo ad un annuncio apparso sulla Gazzetta dello Sport. Stavo ancora studiando all’università e non me la sentii di prendere un impegno continuativo con una società di calcio però conobbi Mogol che si rivolse proprio in quel periodo alla federazione. Aveva in mente l’idea di mettere in piedi la Nazionale Cantanti, questa fu poi la porta d’accesso nel mondo dello spettacolo.
Come è entrato poi nel mondo della musica ?
L’incontro con Mogol fu la partenza del mio cammino in questo mondo e proprio in quei momenti scelsi che la mia strada era la musica e non il calcio. Poi ho cominciato una serie di collaborazioni con molti artisti, ho lavorato con Caterina Caselli, con Francesco Baccini che ho scoperto. Poi ho lavorato dai primi anni ’90 poi fino al 2004 con Adriano Celentano. Un’esperienza che mi ha arricchito moltissimo. Stare vicino ad un artista come Celentano ti aiuta tantissimo ed impari molto. Lui è un istrione ma anche un uomo molto preciso, perfezionista e molto tecnologico. Stando con lui ho imparato ad avere una visione più completa della musica, per cui ho cominciato ad interessarmi agli aspetti “visivi” di questo mondo.
Arriviamo alla direzione artistica di Sanremo, tutto nacque nel 2004 nel festival Renis/Ventura, ci racconta quella prima esperienza nel festival?

Antonella Clerici all’alba del suo rientro, a La Prova del Cuoco dal prossimo settembre, dichiara a Diva & Donna che finalmente è giunta la sua rivincita:
Ho saputo di aver perso la trasmissione dai giornali. Molti collaboratori mi hanno voltato le spalle. E’ la mia rivincita.
Il mondo dello showbiz è crudele e Antonella era stata costretta a lasciare la trasmissione, nel bel mezzo della sua quasi decennale conduzione, perché in attesa della primogenita Maelle. La Clerici non aveva mai nascosto la delusione di non essere stata poi richiamata nella edizione successiva. Di contro fu confermata Elisa Isoardi (ora chiamata a condurre Linea Verde su RaiUno la domenica al posto di Massimiliano Ossini) che non sempre è stata pienamente accettata dal pubblico, mancando in certi punti della conduzione di spontaneità e freschezza, capisaldi invece, della conduzione Clerici.
La Isoardi un po’ aveva tentato di battersi contro quello che sarebbe stato il rientro trionfale della Clerici. Nonostante abbia incassato ottimi giudizi dalla critica però le è stata preferita la Clerici.
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Di Eddy Martens, da quando è arrivato in Italia come fidanzato di Antonella Clerici, si è parlato molto. Tante parole e polemiche sull’ingaggio come autore dei programmi della compagna conduttrice e su presunti stipendi a 5 stelle. Ora Eddy parla a TvBlog facendo chiarezza con sincerità e disponibilità sul suo ruolo e sul suo ingresso nella Tv italiana senza pretendere di riuscire a fermare le facili critiche. Una chiaccherata dove c’è spazio anche per lanciare qualche nuova idea per il suo futuro e quello di Antonella Clerici.
Come è nata la tua voglia di far televisione?
“Io sono un appassionato di televisione da sempre. Non mi era mai venuto in mente di lavorarci. Stando con Antonella ogni tanto capitava di darle qualche consiglio ed un giorno mi chiese di fare un test a “La Prova del Cuoco” e mi ha proposto per farmi fare uno stage alla Endemol. Da lì poi è partito tutto.”
Hai subito resistenze da parte dei tuoi colleghi?
“Non ho avuto resistenze dai colleghi autori perché è gente di grande intelligenza. Sanno che prima di criticare devono dare la possibilità di far vedere quanto uno vale. Ho avuto con loro un feeling istantaneo e una ottima sintonia. Hanno capito che ero capace di fare quel lavoro, che sicuramente pian piano con l’esperienza sarei migliorato.”
Si è discusso molto sui tuoi impegni come autore. Hai scelto volutamente di non difenderti?
“Sicuramente sono stato raccomandato da Antonella ed era normale che tutti dicessero che lavoro qui grazie a lei. Finché non hai fatto vedere quello che puoi valere è inutile parlare. Non avrebbe senso. Volevo far vedere quello che valevo e poi lascerò dire alla gente se sono capace a fare questo lavoro o no. Ci saranno sicuramente quelli che continueranno sulla loro strada senza darmi nessuna possibilità. A loro non ha senso rispondere. Devo rispondere a chi mi fa un contratto e loro devono dirmi se posso servirgli o se valgo. Io sono soddisfatto di quello che ho fatto e cercherò di migliorare ancora imparando da chi mi sta accanto.”
Come reagivi leggendo sui giornali tutte queste polemiche sul tuo ingaggio nei programmi di Antonella?
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Dalla finale di “Ti Lascio Una Canzone” Antonella Clerici annuncia le novità della prossima edizione e il direttore di Rai1 la ufficializza a “La Prova del Cuoco”
A pochi minuti dalla messa in onda della finalissima della terza edizione di “Ti lascio una canzone” Antonella Clerici ha tracciato nel suo camerino un bilancio di questo suo fantastico 2010 che con i risultati dell’indimenticabile Festival di Sanremo e di “Ti Lascio Una Canzone” ha fatto presto dimenticare la delusione di “Tutti Pazzi per La Tele”, essenziale per prepare al meglio i programmi successivi.
Un successo quello di “Ti lascio una canzone” per niente scontato, l’esposizione mediatica dei bambini che cantano da un palcoscenico televisivo era iniziata infatti a gennaio con il clone di Canale5, con la chiara intenzione da parte di Mediaset di stancare il pubblico in vista della partenza della nuova edizione di TLUC. Anche la concorrenza di un programma come “Lo Show dei Record”, che nella passata edizione arrivò al 28% di share, creava qualche timore in più sul riscontro auditel della trasmissione di Rai1.
Ma i numeri strepitosi della prima puntata, rinfrancati poi di settimana in settimana fino all’ottimo 30% di ieri sera hanno dimostrato come questo format sia già pronto per una nuova edizione. Una quarta edizione in partenza ad inizio stagione, in onda il venerdi tra settembre e ottobre abbinata alla Lotteria Italia e quindi in video fino a Gennaio 2011 con più show e nuovi bambini provenienti anche non dalle scuole di canto.
Si è parlato anche dei nuovi impegni che vedranno protagonista Antonella nella nuova stagione televisiva e complice la presenza del direttore di RaiUno Mauro Mazza si è arrivati a mettere finalmente in chiaro alcune cose..
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Elisa Isoardi lancia un accorato appello a Antonella Clerici, chiedendole di non reclamare il rientro alla conduzione de La Prova del cuoco. In realtà i giochi sarebbero fatti e Antonella Clerici sarebbe confermata alla conduzione dello storico programma da lei inaugurato nel 2000 e condotto per 8 stagioni con grandissimo successo.
Raccoglie il messaggio Dipiù Tv (Nr.15) che pubblica una lunga chiacchierata tra Lucio Giordano e la Isoardi che esordisce così:
Io non ho messo in crisi nessuno, anzi: la Clerici dopo La prova del Cuoco è cresciuta professionalmente. Le hanno offerto la grande opportunità di presentare il Festival di Sanremo e poi Ti lascio una canzone. Dunque, la Clerici non è rimasta disoccupata a causa mia. E le è andata anche meglio…E quindi lotterò per questo programma che conduco da due anni.
E aggiunge:
Onestamente non ho scippato niente a nessuno. Ma al posto della Clerici forse avrei provato lo stesso disagio. Capii il suo stato d’animo fin dall’inizio, dalle parole che mi disse quando stava per lasciare la trasmissione. Un giorno andai nel camerino per presentarmi perché di lì a pochi giorni l’avrei sostituita. Lei era molto serena, felice di essere prossima alla maternità. Mi porse la mano e con un sorriso disse: “Guarda che io torno presto”. Me lo disse una seconda volta, come a voler chiarire il concetto: “Il programma è mio e la prossima stagione a presentarlo sarò ancora una volta io”. Le risposi: “Certo, certo” ma dentro di me pensai che non saremmo state né io né lei a decidere ma la Rai.
Pronti all’alzata di testa? Eccola:
Io del resto ho fatto solo il mio dovere, conducendo la prima stagione con umiltà. E con il tempo i risultati si sono visti. La prova del Cuoco che considero una vera e propria isola felice ha mantenuto gli stessi ascolti della gestione Clerici. Dunque anche con me la trasmissione ha funzionato. E le direi anche un altra cosa…Che sarà l’attuale direttore di RaiUno Mauro Mazza a decidere il nostro futuro a La prova del Cuoco perché è l’azienda che decide al di la delle richieste di ogni conduttore.
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Per Antonella Clerici, ad un mese dal grande successo di Sanremo con il suo carico di emozioni, è già il momento di gettarsi anima e corpo nella terza edizione di “Ti lascio una canzone” in onda dall’auditorium della Rai di Napoli, dove da domani in diretta su RaiUno vedremo salire sul palcoscenico i vecchi ed i nuovi ragazzi canterini nello spettacolo che ha stregato il pubblico televisivo nelle scorse due edizioni, con ospiti della prima puntata Claudio Baglioni, Valerio Scanu e Sylvie Vartan. La conduttrice ha accettato, nel caos e nella frenesia delle prove di questi giorni, di trovare qualche minuto per rispondere alle domande di TvBlog sul Festival di Sanremo appena finito, su Io canto, sulla Prova del cuoco, su Domenica in, sulla Vita in diretta, insomma un po’ su tutto il palinsesto di RaiUno che la vede come possibile padrona di casa ed ovviamente sul gioiellino targato Ballandi chiamato Ti lascio una canzone.
E’ passato un anno dalla nostra ultima intervista in quel di Sanremo per la finale di Ti lascio una canzone, ti aspettavi un annata così densa di emozioni?
Assolutamente no, infatti mi emoziono ancora quando parlo del Festival e di questa annata. E’ stato fantastico, di più non potevo chiedere.
Un’annata però non iniziata benissimo nello scorso autunno con la seconda serie di Tutti pazzi per la tele, cosa non ha funzionato di quel programma?
Forse non era il momento giusto per un programma come quello, capita.
Saresti rimasta in Rai se non ti avessero affidato Sanremo?
Sinceramente non ci ho mai pensato, è avvenuto tutto naturalmente. In ogni caso sì, mi sento una “donna Rai”.
Ti sei poi buttata nella costruzione del Festival di Sanremo, qual è stato il tuo primo obbiettivo quando te l’hanno affidato?
Volevo un Festival che mi assomigliasse il più possibile. Ho potuto realizzare il mio desiderio in tutto e per tutto.
Cosa ti è piaciuto e cosa non ti è piaciuto di questo tuo festival
Rifarei tutto dall’inizio alla fine. Come ho detto poco fa ho condotto il Festival che avevo sempre voluto fin dall’inizio, davvero meglio di questo non potrei desiderare altro.
Morgan lo volevi al festival, sei rimasta delusa dalla decisione della Rai di escluderlo?
Mi è dispiaciuto, l’avevamo scelto per il suo brano e la sua canzone meritava davvero un palcoscenico importante come quello del Festival.
Il festival secondo te ormai non può più prescindere dai talent? E i concorrenti di questi programmi non credi siano più favoriti nel televoto rispetto a chi non ha mai partecipato a questo tipo di trasmissioni?
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La televisione italiana prosegue a ritmo serrato il suo viaggio verso l’abisso, verso il non ritorno. Radiata una delle più grandi menti del dopoguerra da tutti i programmi Rai - Aldo Busi - ascende sempre di più verso la beatificazione Emanuele Filiberto Di Savoia. Premiatissimo dal pubblico al Festival di Sanremo e baciato dal successo dell’audience in tutti i programmi dov’è ospite (dunque non prendiamocela - mai più - con l’offerta, per piacere, bensì con la domanda, cioè con noi stessi), il Principe - o come lo si vuole chiamare - ha fatto sapere che sta lavorando alla produzione di qualcosa che manca fortissimamente nei palinsesti nostrani: un reality show.
“Nel mio futuro c’è ancora tv. Tra i progetti c’è un format che sto scrivendo io, un reality inaspettato. Andrà in onda a settembre o a gennaio. Sarò io a condurre, ma farò molto di più, mi metterò in gioco insieme ad altre persone: sarà divertente”.
Invece no. Invece sono pronto a scommettere che sarà l’ennesima insulsa e inutile, pruriginosa e dannosissima pagina di televisione commerciale, utile a niente, se non a peggiorare il nostro Paese, le nostre menti e le future generazioni. Sempre in quest’intervista necessaria a Donna Moderna, il Principe esclude, per fortuna, di tornare presto a ballare o a cantare e rincara:
“Farò ben di peggio! Vi stupiro”.
Un minuto di silenzio.

La volete sapere la verità? Valerio Scanu e Marco Carta fanno l’amore in tutti i luoghi e financo in tutti i laghi. Altro che guerra. Il cantante vittorioso a Sanremo lo precisa a TgCom, dopo che il settimanale Oggi aveva invece lasciato intendere che tra i due, entrambi appartenenti alla “scuola” di Maria De Filippi, non corresse affatto buon sangue. Il più grande amatore ittico degli ultimi 150 anni (cit.) s’affretta a dire che no, la contrapposizione non esiste:
“Certo, con Marco non ci sentiamo tutte le sere per andare fuori a cena, ma ci sentiamo abbastanza spesso. L’ho sentito al telefono per commentare la notizia e mi ha consigliato, ridendo, di lasciar perdere ‘il caso’ perché tanto alla fine ne diranno sempre di tutti i colori su di noi. Tra l’altro a Sanremo hanno cercato di mettermi in combutta con Marco Mengoni e non ci sono riusciti, quindi adesso stanno attingendo a fonti vecchie e affermazioni che Marco Carta aveva detto non conoscendomi e hanno cercato di metterci in contrapposizione”.
Il giornalista di TgCom, con puntualità, suggerisce a Valerio Scanu l’esistenza di un certo “accanimento” nei confronti della sua figura di artista. Il cantante sceglie la via della diplomazia per rispondere:
“Sono nell’occhio del ciclone e avendo vinto Sanremo, bisogna trovare la polemica perché tutto fa notizia, ma fa parte del gioco”.
Da segnalare, intanto, che il pezzo sanremese di Scanu, Per tutte le volte che è salito questa settimana al primo posto della classifica dei singoli più venduti in Italia per quanto riguarda Internet, mentre il disco che contiene il brano ha raggiunto la seconda posizione della classifica Music Charts-GFK dei dischi più venduti in Italia.