La prima puntata di Voglia d’Aria Fresca è stata assolutamente entusiasmante. Finalmente sulla prima rete di stato si torna a fare vero spettacolo, senza ricorrere ai bambini come carne da macello o propinarci l’ennesimo talento canoro. Il varietà comico è rinato nel servizio pubblico con una nuova pelle, ritmata e brillante, e con una coraggiosa intuizione di fondo: fare satira sulla Rai.
Nel corso della serata, infatti, si è fatta molta parodia televisiva ma soprattutto non si è risparmiata qualche frecciatina umoristica ai volti più “in vista” dell’azienda, dal prezzemolino Emanuele Filiberto alla stessa Antonella Clerici imitata da Emanuela Aureli. Peccato che l’ingenuità di quest’ultima l’abbia vista “scomparire” dinanzi alla genialità delle battute di Gabriella Germani, la vera fuoriclasse della serata seguita da Anna Maria Barbera (la sua Sconsolata ora conduce, in risposta a Serena Dandini, Parla cummia).
La Germani ha prima vestito i panni di una telefonista, in memoria di Bice Valori e Franca Valeri, con la differenza che a un centralino della Rai di oggi c’è chi protesta perché “per colpa del digitale L’Italia sul Due si vede per cinque minuti, mentre io non voglio vederlo proprio”.
DOPO IL SALTO, UN GRANDE VIDEO “IN ESCLUSIVA”, UN NOSTRO SCOOP COME DIREBBE LEI…


Il daytime de La Pupa e il Secchione - Il Ritorno, ovvero come rendere piacevole un programma già divertente anche nella striscia quotidiana dopo la puntata in prima serata. Alle 14:05 è andato in onda su Italia 1 il secondo appuntamento con la striscia feriale del reality show prodotto da Endemol Italia (ma di fatto era il primo con le immagini dalla villa) condotto da Enrico Papi e Paola Barale e subito abbiamo notato una grande novità soprattutto nella confezione del prodotto.
Anche se purtroppo dura solo 10 minuti, e già molti nostri lettori chiedono alla rete di allungare il tempo di messa in onda della striscia, si sorride dall’inizio alla fine grazie ad un’impostazione creata dagli autori che seguono le dinamiche tra Pupe e Secchioni, sullo stile di una sitcom. Così, senza troppi fronzoli tipici delle strisce quotidiane, senza soffermarsi sui casi umani, si assiste ad un piccolo telefilm con tanto di risate registrate fuori campo (stratagemma utilizzato in USA sin dagli anni ‘60) e di effetti speciali in 3D rappresentanti palloncini, aereoplani o uno sturalavandini, che fanno molto anni ‘90. Un ritmo frenetico grazie al quale si scoprono in poco tempo le storie che contraddistinguono i partecipanti al comedy show e allo stesso tempo ascoltiamo i confessionali in coppia o singoli delle Pupe e dei Secchioni.
Tra i protagonisti di oggi, due Secchioni tra tutti: Luca Garagozzo e Andrea Corteggi, ribattezzato l’uomo lupo (del resto se qualcuno ha avuto modo di vedere la puntata domenica sera nella quale appariva a torso nudo capirà anche il perchè) anche per i denti incisivi degni di un canide che hanno impressionato la pupa Ludovica.
Questa sera, alle 22.45 su Fx, andranno in onda i due ultimi episodi della serie Boris. E pesa tanto al sottoscritto, che non ha mai sopportato decantare ciò che è anticonformista proprio perché fa figo, arrendersi dinanzi a uno degli orgasmi televisivi più appaganti degli ultimi anni.
Vedere Boris è rosicare dinanzi a tanta genialità, al punto che persino il critico più illustre ti diventa uno dei tanti giornalisti in prima fila a un talent show. Antonio Dipollina di Repubblica, infatti, “ce lo siamo giocati” dall’episodio pilota, quello in cui è bastato citarlo in una scena dissacrante per renderlo il più entusiasta dei fan (l’attrice cagna, illusa di avere a che fare con Dipollina sul set, gli ammiccava in cambio di complimenti a mezzo stampa).
Perché, diciamolo, se non ami Boris hai perso l’ultima buona occasione di darti un senso come telespettatore. E, da quella prima stagione, ne è passata di qualità sulle frequenze Sky, in cui la serie Wilder è forse la sola autoproduzione ad aver lasciato davvero il segno, sopravvivendo a marchi meno brillanti come Non pensarci e Taglia e cuci (diverso il caso di Quo Vadis, Baby? e Romanzo Criminale che avevano alle spalle titoli cinematografici forti).
Di qui, “è finita a cazzo di cane” (l’affezionato capirà che è una citazione) anche ogni mia perplessità, di quando vedevo in Boris una serie consapevole dei propri limiti, fondamentalmente “frustrata” dalla propria appartenenza di nicchia e dunque poco incisiva nel mercato televisivo.








Proponiamo in tempo reale un consiglio accorato, per chi non si fosse accorto di questo programma e volesse trascorrere un sabato sera in tv, ma di vera qualità. Su RomaUno, visibile sul canale 860 di Sky o in streaming live sul sito www.romauno.tv, va in onda ogni sabato alle 21.00 (in replica la domenica pomeriggio) Protagonisti, un talk show di interviste monografiche realizzate dal monumentale Luciano Rispoli.
Protagonista dell’intervista serale è Irene Pivetti, che rievoca la sua storica esperienza da Presidente della Camera. Ma proprio la Pivetti, questa settimana, è stata nominata regina di Internet. E’ infatti presidente dell’associazione IPTV, costituita nel gennaio 2009 dai tre principali operatori di rete fissa – Telecom Italia, Fastweb e Wind - con l’obiettivo di diffondere l’utilizzo della forma più avanzata di televisione digitale interattiva. Grazie alla tecnologia suddetta, si può distribuire i contenuti di tutti i player del mercato oltre ai contenuti propri di ogni operatore IPTV e al servizio di video-on-demand, attraverso l’accesso alla rete ad alta velocità.
La Pivetti ha rilasciato una dichiarazione molto interessante, sulla tv in generale ma soprattutto su Maurizio Costanzo:
“Faccio molto zapping soprattutto perché i tg hanno un difetto: durano troppo. E non c’è motivo di restare attaccati al video quaranta minuti se poi si finisce a ingannare il tempo parlando del gattino sull’albero (…) Costanzo lo riverisco, è la persona che mi ha inventato televisivamente. Si occupò della nascita di La 7 e ha puntato su di me, che l’ho fatto per quattro soldi. Si è inventato il talk show e, non più ragazzo, si è reinventato l’ennesimo format. Tutte le mattine su Canale 5 era bellissimo. E’ un cardinale a livello etimologico, nel senso che è un cardine della tv. Nel bene e nel male lo sa anche lui, sicuramente molto nel bene. E’ importante che in tv ci siano due o tre santuari in cui tu devi andare per diventare vero”.

Per fortuna che c’è Matricole e Meteore, stasera meritevole della dicitura Sprint restando in tema con la Moreira. Rispetto alla prima puntata, su cui pure la nostra Debora Marighetti era stata benevola dando fiducia a una formula cult, il revival show di Italia 1 ha continuato il suo “sporco” lavoro a testa alta. Per sporco lavoro intendiamo tutto il male che gli ha voluto Mediaset, affidandogli uno studio-sgabuzzino, un budget imbarazzante con conseguenti ospiti cheap e una collocazione a dir poco altalenante: lo hanno sospeso per settimane, per via dell’Europa League, per poi trasmettere una puntata inedita a Pasquetta.
In definitiva, l’effetto differita si sente e resta la delusione di fronte allo spreco di un marchio decisamente più promettente. Canale 5, infatti, poteva farne la risposta a Tutti pazzi per la Tele, portando sull’ammiraglia grandi meteore rievocate da un conduttore vero alla Bonolis. Eppure, Nicola Savino e Digei Angelo ce la mettono tutta e la loro passione per la tv è tangibile. Conducono e curano Matricole e Meteore con lo stesso spirito filologico di un telemaniaco da casa, suo target di riferimento, che non si accontenta dello scibile su Youtube.
Di qui la voglia, nonostante tutto, di premiare questo raro esempio di intrattenimento fatto in casa, di sana nostalgia televisiva che fa dei ricordi più “scemi” un esempio di trash d’autore. Perché ripercorrere questa sera la carriera televisiva di Milton Morales, a colpi di Buona Domenica e Fattoria, ha sottoposto “persino” quei momenti a una rivalutazione postuma.
Cosa c’era di più “volgarmente innocuo” del ricevere lezioni di ballo da una copia farlocca di Ricky Martin, poi divenuto un ingenuo feticcio da reality rispetto a un più perverso George Leonard di oggi? E persino le ex-letterine Ludmilla Radchenko e Francesca Lodo, rispettivamente ex-Talpa 2 e ex-Fattoria 2, hanno qualcosa di “virginale” rispetto alle “lesbo da copione” Veronica Ciardi e Sarah Nile.
La puntata in onda questa sera, insomma, ha visto rispolverare rimpiante meteore dei giorni nostri, a partire da una come sempre irresistibile Antonella Elia. Quest’ultima è l’esempio di quanto i nullatalenti di una volta avessero una marcia in più, grazie alla simpatia e all’autoironia, per poi “imparare l’arte” sul campo.





UPDATE: Questo show è un porto di mare. Per fare la marketta di Ciak, si canta, in partenza domani sera su RaiUno, ci mancavano anche qua Pupo e il Principe Emanuele Filiberto.




Anna Tatangelo ha fatto un bel regalo a D’Alessio. La cantante, che gli sta per dare un nuovo figlio, è apparsa come ospite a sorpresa di Gigi - Questo sono io. Duettando, ovviamente, col partner sulle note di Un nuovo bacio. Il conduttore ha così commentato:
“Di solito abbiamo cantato questa canzone sempre in due. Da questa sera siamo in tre”.
La Tatangelo è apparsa finalmente acqua e sapone, nonché raddolcita dalla sua gravidanza in corso (che sia incinta ormai non lo si può più nascondere).
Altra sorpresa della serata, “il battesimo” di Striscia la notizia, che va in onda eccezionalmente su RaiUno, irrompendo a diretta finita su Canale 5 nel Gigi Show. E’ forse la prima volta, se omettiamo il caso degli Oscar Tv, che il tg satirico di Antonio Ricci omaggia della propria presenza l’ammiraglia Rai. Greggio e la Hunziker lo hanno considerato un atto dovuto verso un grande amico, ma per il telespettatore medio una scena simile è l’ennesima conferma del patto Raiset.
Antonella Clerici ospite di Gigi D’Alessio




E poi, giusto per non farsi mancare nulla in una serata di grande televisione, arriva Antonella Clerici in versione piccola Heidi. L’obiettivo è quello di presentare la nuova edizione di Ti lascio una canzone, ma tra la conduttrice e il cantante si conferma un grande feeling. Tant’è che D’Alessio dichiara con simpatia:
“Ma hai chiamato tua figlia Maelle perché fa rima con tagliatelle?”.
La conduttrice di Sanremo 2010 lancia il terzo classificato, Marco Mengoni, in pessima forma questa sera sia a livello vocale (troppe stecche e imprecisioni) che estetico.


Finalmente un programma vero, con persone vere, storie vere, corteggiamenti veri e anche premiato dagli ascolti. Che belle queste due ultime puntate di Uomini e donne over 60! Gli ospiti sono deliziosi. Sanno ballare, cantare, si mettono in gioco, sono autoironici, in una parola: si divertono e fanno divertire con leggerezza e sapienza. Che dire? che la generazione che precede quella dei nostri genitori era migliore? Non lo so, ma sicuramente hanno esperienza da vendere, conoscono le sofferenze della vita e hanno imparato a apprezzare i momenti belli e non se li fanno sfuggire per niente al mondo. Hanno conosciuto fame, miseria e guerra negli anni più belli della loro giovinezza senza poter godere di alcun benessere che non fosse la pienezza dei loro sentimenti e emozioni. Oggi, consapevoli e disincantati hanno il coraggio di non cercare la favola e si godono la vita. Hanno vissuto matrimoni lunghissimi, spesso imposti e senza amore; sanno che gli esseri umani sono pieni di difetti e di contraddizioni e perciò sanno anche come renderli amabili. La maggior parte è benestante come ultimo risultato di una lunga sequenza di sacrifici. Elencano le loro doti con naturalezza e facendo intendere che la tranquillità economica raggiunta serve solo a lasciare spazio alla libertà di lasciarsi andare e di amare. E se anche non c’è l’amore nessuno si scandalizza, alla loro età si possono permettere la libertà dell’amicizia, del mutuo aiuto, del sostegno. Eppoi, finalmente abbattuto il tabù della bellezza. Qui gli uomini e le donne si scelgono per attrazioni che vanno bel oltre l’avvenenza, il fisico palestrato, l’abbronzatura, la chirurgia estetica (brava Maria che non hai portato in studio quelle pietose vecchie imbambolate da botulino e bisturi!).
(Il resto della gallery dopo il salto).
Finalmente una trasmissione che restituisce alla terza età un diritto di cittadinanza in tv troppo spesso negato: gli anziani sono sempre stati “usati” poco e male, relegandoli nelle nicchie dei rimbambiti che andavano accuditi costantemente. In fondo è questa l’immagine che ne viene fuori, ad esempio, dai vari Tg: storie di badanti che curano anziani non autosufficienti e anziani raggirati e derisi da bande di truffatori. Un primo saggio di cosa potesse in realtà rappresentare per la Tv la categoria anziani ci fu con quelle geniali rubriche “Fiori d’Arancio” e “Dove sei?” ideate da Enzo Tortora, colonne di Portobello, madre di tutte le trasmissioni televisive.
Continua a leggere: Brava Maria: con gli anziani Uomini e donne è diventato un programma vero

Dieci anni di Quelli il calcio e sentirli. Si vede che è passato del tempo, da quando il contenitore sportivo di RaiDue intercettava i gusti calcistici dei telespettatori, nonché dei migliori vip in circolazione, rispetto all’attuale vetrina per fenomeni di passaggio o siparietti-surrogato. Eppure, l’inatteso speciale trasmesso quest’oggi su RaiDue, che ha ricostruito l’intera storia del marchio dall’inizio della gestione Ventura, fa notare che la parabola discendente non è dipesa dalla conduttrice, ma dall’usura del tempo che passa e dalle difficoltà crescenti di coniugare calcio puro e intrattenimento tv sulla generalista (dai diritti mancati alla concorrenza spietata di Sky).
Chi si ostina a dire che “con Fabio Fazio era tutta un’altra cosa” non è intellettualmente onesto, perché anche la Ventura ci ha regalato momenti di qualità, satira degna di entrare nella storia del genere televisivo, personaggi che - senza il suo supporto ironico - non sarebbero mai decollati, da Maurizio Crozza a Nicola Savino passando per Lucia Ocone.
Simona Ventura ha saputo reinventarsi, dando a ogni stagione un look in sintonia con la sua nuova acconciatura. Puntando su un’immagine in continua evoluzione, è riuscita a salvare se stessa, la baracca e i burattini da un naufragio annunciato. E paradossalmente la stessa metafora ha portato bene alla carriera della conduttrice, che si è vista traghettare da un programma sempre più cheap, eppure insostituibile baluardo di rete, al galeone dell’Isola dei famosi, vero suo-presidio roccaforte da ormai quasi sette stagioni a questa parte.
Continua a leggere: Quelli che il calcio Story e una Simona Ventura "da antologia"


1) Il funerale di Mike - Potrebbe suonare “blasfemo” o fuori luogo, ma se c’è un momento che, più di tutti gli show fatti e rifatti, ha commosso, lasciato un segno e, perché no, anche divertito, è stato il funerale di stato di Mike Bongiorno. D’altronde, per il primo presentatore della tv italiana, che ha fatto della propria vita una trasmissione ininterrotta, l’ultimo addio non poteva che diventare un grande evento televisivo, coronato da una cerimonia epocale con tutte le istituzioni presenti e un intero Paese in lutto. E’ il discorso di Fiorello, che ha fatto a modo suo, ancora, dell’ironia sulla presunta rivalità tra Mike e Pippo (”a lui il Duomo non l’avrebbero mica dato), che merita a modesto parere di chi scrive il primato di questa classifica relativa al solo intrattenimento tv. Dopo il salto, le successive quattro posizioni (qui dalla sesta alla decima).
Continua a leggere: La classifica Tv 2009: il funerale di Mike batte ogni show

La tv non è fatta necessariamente di momenti epocali o in grado di cambiare le sorti del nostro Paese. Un po’ come la nostra vita quotidiana, si compone di tasselli spesso superflui, frivoli eppure in grado di farti “sorridere”. Oppure di momenti apparentemente ordinari che lasciano il segno nell’immaginario collettivo, come nel bagaglio catodico di ogni teledipendente che si rispetti.
Ho voluto condividere con voi i miei dieci bei ricordi di questa televisione di fine decennio, pure in declino creativo come ha opportunamente segnalato il nostro Malaparte. Eppure, tra tanto disdegno, qualche beata eccezione c’è sempre e, in tempi di bilanci, fa bene trovare qualcosa di “salvabile” da cui ripartire. Ci perdonerete se non abbiamo citato La7, Rete 4 o RaiTre, o le innumerevoli proposte della satellitare e del digitale, ma obiettivamente la tv che ci resta più impressa e rimane autenticamente popolare, nella sua accezione condivisa, è ancora la generalista a tutto tondo.
Il caro Paolino si è dedicato, da esperto qual è, ai telefilm, mentre il sottoscritto si è riservato il settore intrattenimento, che è un po’ quello a cui mi dedico prevalentemente. Sottopongo alla vostra attenzione, dunque, una classifica divisa in due parti, con 10 posizioni (dopo il salto).
L’invito, ovviamente, è che anche voi segnaliate nei commenti quali sono i “vostri momenti” televisivi da incorniciare, e con cui chiosereste quest’anno di commentatori. L’augurio di chi scrive è di buon anno a chi in TvBlog, nonostante tutti i nostri difetti, ci crede e lascia un proprio contributo critico a migliorarlo e a migliorare noi tvblogger: siete (anche quando esagerate con le critiche) i migliori lettori degli ultimi 150 anni.
Continua a leggere: La classifica dell'intrattenimento Tv 2009: prima parte