Cartabianca, intervista a Camilleri: "L'Europa non si accorge che siamo davanti a un cambiamento epocale"

Il video dell'intervista allo scrittore 92enne Andrea Camilleri

Ieri sera su Rai 3 è iniziata la nuova edizione di Cartabianca, l'approfondimento giornalistico condotto da Bianca Berlinguer e fra gli ospiti della prima puntata c'è stato lo scrittore Andrea Camilleri, protagonista di una deliziosa intervista in cui nonostante i suoi 92 anni e le difficoltà della vita (è completamente cieco, ma continua a scrivere dettando) ha dimostrato un'apertura mentale più che moderna. In apertura del post il video integrale dell'intervista

La chiacchierata è iniziata con alcuni ricordi d'infanzia dell'autore:

Da piccolo mi ammalavo spesso, prendevo tutte le malattie infantili, non esistevano i vaccini, che opportunamente sono stati introdotti, ma passavo intere giornate a letto a leggere. Voglio rassicurare quelli che compiranno 92 anni: è esattamente uguale a compierne 91. Forse qualche acciacchetto in più...

E alla domanda: "Avete pasteggiato a birra per il suo compleanno?" risponde: "No, io pasteggio a birra la mattina, a digiuno. Abbiamo bevuto solo prosecco mischiato a champagne". Esilarante.
Camilleri sta "scrivendo" un nuovo racconto, da consegnare all'editore Sellerio entro la fine di settembre, e ha rivelato cos'è per lui la scrittura:

Perché è meglio che andare a scaricare casse ai Mercati Generali alle 5 del mattino. La scrittura non è mai dolorosa, parla di dolori, ma è liberatoria. Il successo è rimasto davanti alla mia porta. Certo, sono venuti anche un po' di soldini, ma li ho spesi sempre in modo saggio, sono un uomo deludente da questo punto di vista. Mi fa piacere che mi fermino per strada a chiedere le foto, ma la cosa più bella sono le lettere dei lettori. Poi un successo a 70 anni? A 70 anni le botte di vita sono ridicole!

La modernità di Andrea Camilleri, però, traspare soprattutto quando parla di politica, ed esorta l'Europa a rendersi conto che siamo davanti a un cambiamento epocale:

Questa non è politica. Io sono stato educato male, perché a 20 anni gli uomini politici erano De Gasperi, Togliatti, Parri, Pertini. Non sembra di parlare della preistoria rispetto all'altezza minima della politica di oggi? La politica per me ha cominciato a finire con Moro, con la scomparsa di uomini di questo livello. Noi non abbiamo uomini di questo livello. Non ho nemici, ho avversari, che non sono solo italiani, ma sparsi in quell'Europa del cavolo che alza muri, minaccia carri armati al Brennero. Tutti quelli che non si rendono conto che ci troviamo davanti a un cambiamento secolare della nostra storia

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